Ho di recente stigmatizzato l’orrenda ortografia di un presunto ristorante italiano di Singapore. Se c’è una cosa che mi indispone ancor più di un falso simbolo dell’Italia all’estero, è un autentico simbolo - di cui non andar certo fieri – sbandierato per attrarre folle di turisti idioti che magari ci ridono su. Mafioso steakhouse, avvistato in una località marittima della Malaysia, con tanto di sagoma stilizzata che brandisce un mitra, come nei film di Al Capone.
Non che ci manchi la scelta di stereotipi. In giro per il mondo ho visto la pizzeria Totò (Tailandia, chissà chi lo conosce laggiù il Principe De Curtis?), i ristoranti ispirati all’Opera (Tosca, Boheme, Puccini va forte in Asia e pure in Australia), perfino il raffinato ed esclusivo Portofino (Giappone, dove altro?). Ma evocare quale icona di italianità la mafia non è né spiritoso né divertente.
Per vender quattro bistecche grigliate questi abietti tavernieri offendono la memoria di gente come Chinnici, Falcone, Borsellino e mille altri che sono caduti sotto i colpi vili del crimine organizzato.
Come diceva Cuore: per favore boicottare. Sul serio. Finché non saranno costretti a scegliere un nome meno infame.
