giovedì 4 ottobre 2012

Feticismi – Uno

Quanti di voi conoscono almeno un feticista dell’auto? Uno di quelli che passano le domeniche a lavarla, lucidarla e coccolarla. Che per un graffietto sulla carrozzeria fanno delle tragedie che manco il Re Lear. Che concederebbero il suo volante ad un conoscente più malvolentieri delle grazie della moglie.

Secondo me tra questi invasati del dio motore c’è più d’uno che ha fantasticato di portarsi l’amato bene in salotto. Singapore, terra del lusso e dell’esibizionismo edonista, questo sogno lo ha trasformato in realtà – probabilmente in cambio di un sontuoso gruzzolo di dollari.

Passo accanto all’ennesima torre multipiano, appena sorta – come araba fenice – dalle ceneri di un vecchio e onesto albergo che non rendeva a sufficienza per non soccombere al fato distruttore in guisa di crudeli macchinari dentuti e martellanti. Davanti all’ingresso sbrilluccica una corrusca scultura ipermoderna, una specie di trombone partorito dalla fantasia allucinata di un artigiano in acido. Ma è il montacarichi, innaturalmente a vista, e per di più con opulenti giochi di luci cangianti – dal rosso al giallo al blu – all’interno del vano, a destare i miei sospetti. Dai. Troppo grosso perfino per una lavatrice industriale o un sofà monopezzo ingestibile in una tromba delle scale. E poi, una volta finito il trasloco, a cosa serve una serranda larga come quella di un negozio, anzi di più?

Repentina l’illuminazione. Ora ricordo: ho letto da qualche parte di questa ultima bizzarria. Il garage sotterraneo? Ma che banalità! L’ascensore consente ad ogni proprietario di alloggio di portarsi la vettura (e non ci saranno molte Panda nel casamento) fino al piano. E parcheggiarla nell’apposito locale, adiacente alla zona giorno. Mettici due poltrone e un tavolino lì attorno, ed ecco trasformata la quattroruote in un esclusivissimo – sebbene ingombrante – oggetto di arredamento.

Già mi immagino i nuovi rimbrotti, coniati lì per lì da mogli esasperate dal dernier cri del feticismo maschile. Ti sei pulito le ruote prima di entrare in casa? Guarda lì, io mi spezzo la schiena a lucidare e guarda che cerchi motosi che hai! Insomma, la vogliamo finire con queste macchie d’olio in salotto? Portala una buona volta dal meccanico a cambiare quella guarnizione! Ti ho detto mille volte che non si fuma in macchina, cioè, in casa, vaffanculo, è la stessa cosa ora!!

Signori maschietti, vedete il lato buono della faccenda: se un giorno, stufi delle sgridate delle consorti, finirete per litigare, almeno avrete l’alternativa. O dormite sul divano, oppure approfittate dei confortevoli sedili ribaltabili del vostro personale feticcio al ventiseiesimo piano. Vuoi mettere l’esclusività?



4 commenti:

  1. A me la macchina piace simpaticamente sporca e magari anche un po' ammaccata,un po' come i jeans. Se è troppo pulita, la sporco apposta per far capire che per me è soltanto un mezzo di trasporto, nien'altro. La macchina come sex symbol o come status symbol è soltanto per i frustrati, i loser.
    Nelle foto si vedono i piani ma non le automobili ai piani. Magari potresti suonare un campanello e chiedere di fartele vedere:-)
    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  2. savinapr@tin.it11 ottobre 2012 17:48

    Strano che la moda non abbia, finora, attecchito in Italia.
    Ma aspettiamo con pazienza, arriverà anche qui...
    Tesea

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  3. caro Dragor,

    concordo sulla macchina come mezzo di trasporto. Non sono mai riuscito in vita mia a tenere una macchina pulita. E dire che ci ho provato. Ma niente da fare.

    Mi viene a mente, per sommo contrasto, il mio meticolosissimo zio di Roma, che - ricordo ancora, quando ero ragazzino - metteva la fodera argentata al suo benamato millecinque elle, e tutte le volte che si doveva viaggiare c'era il rito - da almeno mezzora - della piegatura della fodera, del successivo spolvero carrozzeria tramite apposito piumino multicolore, ed alfine dell'accensione del motore "perchè non si parte a macchina fredda, che gli fa male" - anche se era luglio e c'erano 30 gradi. All'ombra.

    La prossima volta che vado a Singapore provo a suonare. Sempre ammesso che i guardiani non mi caccino!

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  4. cara Tesea,

    vedrai che prima o poi capita. Le mode strambe trovano sempre qualche estimatore in Italia!

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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