domenica 24 giugno 2012

Che gelida manina...

Puccini è sempre stato il mio autore operistico favorito. Sarà la conterraneità. Sarà il fatto che quando gli altri liceali andavano a vedere concerti rock, io frequentavo le matinée al Regio di Torino. Tosca è indubitabilmente l’opera che prediligo, specie se gustata nella fatata atmosfera del teatro all’aperto di Torre del Lago, che ti fa sopportare anche l’inevitabile umidità delle serate estive e le zanzare che pasteggiano col mio dolce sangue.

Il Maestro torna a casa, recita la locandina che pubblicizza l’apertura del museo-casa natale di Puccini a Lucca. Ma è in giro per il mondo che si scopre quanto, a distanza di un secolo, le sue melodie siano ancora un irresistibile richiamo commerciale. In particolare una: la Bohème.


Eccoci a Tokyo, in pieno centro. La mia istintiva ritrosia ad usufruire di ristoranti italiani all’estero mi ha impedito di approfondire il discorso, di cercar di capire cosa spinga un nipponico a battezzare il suo locale, tra tante possibili soluzioni, proprio con il titolo di un’opera del Maestro lucchese. E soprattutto ad affidare il tutto alla fantasia di un architetto che, nel tentativo di riprodurre l’Art Nouveau dell’epoca, ha trasformato la facciata in un’inquetante imitazione dell’Urlo di Munch...



Ma chi si è superato è un produttore di vini australiani. Tre atti, tre bottiglie. Un crescendo – questa volta pucciniano, non rossiniano – di gusti, da accompagnare con la storia di Lucia, detta Mimì.


Come ci ricorda, o amata aria di casa, la Boutique dell’Opera annessa alla Scala di Milano. La citazione dalla Bohème è in testa – un caso? – al pout-purri di brani famosi. Ehh, Puccini è sempre Puccini.







6 commenti:

  1. Non so perché ma da bambina mi propinavano sempre la Tosca nonostante mia madre sia un'appassionata di opera tedesca. Tant'è che quando sento parlar di Tosca è come se rievocassi una vecchia conoscenza di cui però non ricordo effettivamente più nulla. Urge fatata atmosfera a riconsolidare questo legame nato in tenera età!

    ...comunque si, è davvero un'inquietante imitazione dell'Urlo di Munch...!!! E forse ha qualcosa anche dell'imperscrutabile Dart Fener...ma da un'angolazione tutta mia, probabilmente.

    E' sempre un piacere leggerti, buona serata!

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  2. Forse l'intruglio australiano è il famoso remedio che avrebbe guarito Mimi dalla tubercolosi. L'urlo di Munch non l'avrei mai notato, hai veramente l'occhio del fotografo !

    Sai che ho vissuto una scena della Bohème vicino alla statua di Puccini a Lucca ! Sono seduto sulla terrazza di un caffè all'angolo di una piazza. Due coppie di francesi si fermano e consultano il menù. Sento una delle donne dire : "possiamo permetterci un gelato ? L'altra donna tira fuori dalla borsa una busta trasparente piena di monete e si mette a contare i soldi. Incredibile hanno un budget per le spese comuni...Non l'avrebbe mai creduto perché hanno un accento snob insopportabile ! sì dice la donna ma prendiamo i gelati senza la Chantilly pensando forse avere uno sconto ! La cameriera marocchina che parla perfettamente francese ha seguito la scena e si avvicina...una delle donne mostra i gelati e dice "non Chantilly". Non è stato facile di non crepare dal ridere davanti a questa espressione né francese, né inglese...La cameriera mi fa un occhiolino e torna con i gelati e una doppia razione di Chantilly...I miei francesi si mettono a lamentarsi, la donna con la busta conta freneticamente i soldi...Va bene signora ! dico in francese lei pùo mangiare la Chantilly, è gratis...

    Alex

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  3. Ciao Betelgeuse,

    ben tornata (a commentare, almeno) e piacere di risentirti! Spero tu abbia l’occasione di rinfrescarti la memoria. Tosca è un’opera che non mi stancherei mai di ascoltare.

    E grazie per l’apprezzamento! Buona serata a te, a presto,
    HP

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  4. Ciao Alex,

    gustosissima la scenetta che racconti di Lucca! Avrei voluto vedere la faccia della turista francese quando tu le hai rivelato che la panna era gratis!!

    Ma soprattutto (nota la… parsimonia dei lucchesi): la panna gratis?!? Ma scherziamo? Non rivelare ulteriori dettagli, se no il proprietario del succitato bar o licenzia la cameriera marocchina in vena di generosità, o – se l’ha già fatto – la va a cercare per mezza Italia per farsi pagare di tasca sua la panna indebitamente offerta ai turisti conta-monetine!!!

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  5. savinapr@tin.it13 luglio 2012 18:13

    Chi ha rispettato lo stile art nouveau dell'epoca in compenso è l'ideatore delle etichette del vino australiano.
    Strano che La Traviata non abbia lo stesso successo di Mimì.
    Forse per una specie di pudicizia?
    Tesea

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  6. ciao Tesea,

    è vero, della Traviata non si sente mai parlare, se non in consessi di musicofili.

    Si vede che Puccini vende meglio di Verdi. Forse perchè le sue opere sono inconfondibilmente drammoni romantici??

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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