mercoledì 6 giugno 2012

De mercatoribus

Nel cuore del salotto buono di Milano sta, corta e densa di storia, via dei Mercanti. Che un sabato pomeriggio qualsiasi – o quasi, visto che c’era il papa in città – nel pur breve tratto tra piazza Cordusio e piazza del Duomo costringe ad una vera e propria gimcana, per evitare di calpestare le carabattole più svariate sciorinate sul- l’acciottolato da una folta rappresentanza di nuovi mercanti. Ironia della collocazione. Chissà se questa armata brancaleone di indiani, neri, nordafricani, cinesi, sa che sta esercitando proprio nella strada intitolata alla professione del commercio?


C’è una impari lotta tra qualche guardia che diligentemente insiste a fare il proprio dovere e un nugolo di abusivi, pronti a far su lestamente lenzuoli e mercanzie e a fingere di allontanarsi, giusto il tempo del passaggio del gendarme. Per poi rapidi tornare ad occupare la postazione, col loro corredo di borse, occhiali, magliette, cinture, tutto palesemente falso. Fino alla prossima ronda.

Fuori i mercanti dal tempio. Non aveva detto così, una ventina di secoli fa, un tizio capellone e con idee un po’ troppo progressiste per i tempi, che gli erano valse una condanna al pubblico supplizio, poi diventato simbolo del culto a lui ispirato?

Eppure oggi sembra che i mercanti siano ben installati proprio dentro al tempio. È in onore della visita papale che è stata installata nel Duomo di Milano questa avveneristica astronave di vetro, all’interno della quale si fa mercimonio di materiali assortiti, intramontabili souvenir come guide del Duomo in quattordici lingue, quadretti, francobolli e altri ciarpami da turisti affamati di inguardabili ricordini da ostentare (o peggio, da regalare) una volta tornati alla base, a comprova della visita? Oppure tale installazione, che sta al Duomo come la piramide di I.M. Pei sta al Louvre, è destinata a consolidare la sua inquetante presenza all’inizio della navata di destra?

Supponiamo pure che l’astronave sia di passaggio, e che presto decolli verso altre mete iperurane. I mercanti sarebbero dunque fuori dal tempio? Ma dai. Ci sono già. Basta osservare il fianco sinistro dello stesso monumento. Come spesso accade, durante i restauri sui teli si riproduce la facciata sottostante, in un bel trompe-l'œil che rende più accettabile la copertura. Peccato che la metà superiore sia architettura. E quella inferiore un farisaico saluto ai turisti. Sponsor un noto cacio.

Così abbiamo fatto l’en-plein. Mercanti fuori, sul e dentro il tempio. Viva l’Italia. Il Bel Paese dove l’Euro suona. Ma i registratori di cassa un po’ meno.



8 commenti:

  1. Io mi sono divertito un sacco leggendo il post...ma non posso dire niente perché è un po' la specialità della mia regione di spennare i turisti, i pellegrini e i disabili che si recano a Lourdes...e con 6 milioni di visitatori ogni anno, i registratori di cassa traboccano !

    Alex

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  2. Ho visto Firenze trasformata in souk sotto sotto lo sguardo benevolo della polizia. Da noi chi cerca di fare un mercato selvaggio si prende due sberle e gli sequestrano la mercanzia. Un esempio per l'Italia e questo vale anche per i mercanti nel tempio.
    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  3. Già, benvenuti in Italia... può sembrare persino un'accoglienza sarcastica.

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  4. ciao Alex,

    vedi? Ognuno ha i suoi spennapolli. In fondo queste apparizioni miracolose fanno del bene. A quell'economia che si crea attorno a milioni di pellegrini che arrivano da tutte le parti, portando benessere a non poca gente.

    Se non ci fosse il turismo devozionale, sai quanta gente sarebbe costretta a lavorare sul serio?

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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  5. Caro Dragor,

    è il problema del buonismo che alimenta sottoccupazione, sfruttamento, e fa girare soldi nelle tasche dei racket. Per non parlare dell'immagine che questa povera Italia sempre tollerante con tutto e tutti offre di sè ai turisti. Devo dirti la verità: un po' mi sono vergognato, nei confronti degli ospiti giapponesi, per questa Milano sciatta e in mano ai commerci ai limiti della legalità.

    A proposito: quando dici "da noi" intendi a Nizza o a Kigali?

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  6. Ciao Pim,

    grazie della visita e scusa il ritardo nella risposta! Certo, sembra sarcastico quel Benvenuti in Italia. Ma di sicuro è involontario, quindi non vale come prova d'intelligenza dei creativi che hanno avuto questa bella idea di appiccicare ad una delle migliori icone di Milano la reclame di un cacio.

    Ciao, a presto,
    HP

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  7. savinapr@tin.it14 luglio 2012 17:03

    Dopo il traffico delle indulgenze, l'indulgenza verso i trafficanti.
    Tesea

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  8. Ciao Tesea,

    anche questa è veramente carina!!

    Purtroppo in Italia si vive di indulgenza. A costo di avere regole che nessuno rispetta. E i pochi che cercano di farle rispettare vengono tacciati di razzismo.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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