giovedì 2 maggio 2013

Pum pum! Sei morto! (sul serio)

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Non trovo un detto più adatto, per commentare la notizia di quel bambino – di cinque anni – che nel Kentucky ha ucciso la sorellina – di due – con un fucile.

Ma non un fucile mal custodito da genitori negligenti e sconsiderati. No. Proprio il suo fucile.

Allora mi vengono alcune domande, che sarebbe bello trovassero risposta.

Americani: è normale che un bambino di cinque anni debba già possedere un fucile? Autentico? Con tanto di proiettili? Avete presente la comprensione della realtà di un bimbo di quell’età? La sua capacità di giudizio critico? La sua percezione di azione e reazione, di vita e di morte?

E ancora: con quali aspettative dei genitori regalano al figlio - di quattro anni, perché non erano due giorni che l’armina girava per casa – un fucile, sapendo che è fatto apposta per ferire e per ammazzare? E per non farsi mancare nulla, con tanto di munizioni? Ben consci che in famiglia, oltre al piccolo armigero, c’è anche una bimbetta di due anni? Perché non avete regalato anche una pistolina a lei, così almeno poteva difendersi?

E non pensate che affermare, quasi a giustificarsi: non sapevo che ci fossero ancora cartucce nel fucile, sia una dichiarazione di resa della vostra missione di genitori? Ancora? Quindi il fucile non era un oggetto inanimato, per far finta di giocare alla guerra, nascondendosi dietro il divano e facendo pum pum con la bocca. Lasciavate un figlio in giro per casa con un’arma carica: non vi è mai passato per la testa che qualcosa prima o poi sarebbe potuto succedere? Mai temuto, nemmeno per un momento, che potesse giocare alla guerra sul serio, ignorandone innocentemente le conseguenze funeste?

Inoltre, cari americani: trovate logico, giusto, perfino divertente che debba esistere un sito dove sono in libera vendita armi formato giocattolo, peccato che siano vere? E che lo stesso sbandieri lo spensierato motto “My first rifle”, così come da noi si pubblicizza il primo orologio o la prima bicicletta per bambini? Che queste armi mortali debbano essere farisaicamente travestite da giocattoli, colorandole di rosa per le bambine? Ma dai. Siamo seri. Un fucile non è la casa della barbie.

Voi che siete fissati con le avvertenze sull’uso di qualsiasi oggetto casalingo, sortendo effetti comici come scrivere su un ferro da stiro attenzione! diventa caldo durante l’uso, oppure non introdurre gatti o bambini, sull’oblò di una lavatrice, ce l’avevate scritto: attenzione! può uccidere se lasciato in mano ad un bambino di cinque anni incustodito, su un fucile venduto appositamente per i minori? Ma scritto bello grosso, che attragga l’attenzione distratta dei genitori, visto che il povero innocente a quell’età non saprà ancora leggere – ma è grande a sufficienza, nel giudizio scriteriato dei suoi tutori, da impugnare un’arma. Vera. E carica. Robe da matti.

Molto probabilmente queste rimarranno domande retoriche e non cambieranno lo status quo. E forse troveranno un’ottima percentuale di gente, di là dall’oceano, pronta a rispondere che sì, il loro è un diritto inalienabile, quello di possedere delle armi da fuoco, sì, anche automatiche, e che quei genitori sono stati solo imprudenti, e non deficienti a regalare un fucile al proprio figlio – ripeto, di cinque anni.

Fatemi capire: non avete ancora superato la sindrome del far-west? Avete bisogno di girare col cinturone e la pistola come nei film di Sergio Leone? Vivete in una terra così pericolosa da accogliere con il fucile imbracciato qualsiasi viandante che osi passare davanti al vostro vialetto ghiaioso? Avete una polizia così poco efficiente da aver la necessità di difendervi da soli da banditi che evidentemente pullulano come formiche, vista la diffusione capillare di schioppi, pistole e mitragliere presso il popolo in generale? Non mi sembra. Eppure limitare (proibire equivale ad un intoccabile tabù) il possesso di armi ai privati è come scalare l’Everest a mani nude e senza bombole. Chiunque ci provi soccombe – politicamente parlando.

Leggendo di questo povero bambino, vittima delle circostanze quanto sua sorella, mi è tornato alla mente quando io avevo la sua età. Anch’io avrei voluto in regalo da babbo natale una pistola giocattolo. Ma quel saggio uomo di mio Padre disse poche, irrefutabili parole, la cui potenza educativa capii solo crescendo. Da vecchio ufficiale del Regio Esercito, disse: in guerra le ho usate abbastanza io le armi. Non voglio che mio figlio cresca con in mano una pistola. Nemmeno giocattolo. E mai ne ebbi.

Forse in America ci vorrebbero più uomini come mio Padre.




8 commenti:

  1. Tragico e bellissimo questo tuo post.
    Sottoscrivo tutto ciò che hai scritto.

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  2. Sono d'accordissimo anch'io.

    Stefano

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  3. savinapr@tin.it5 maggio 2013 17:53

    Se non in America, dove, una notizia così?
    Tesea

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  4. ISono perfettamente d'accordo per limitare la vendita delle armi. Ma limiterei anche la vendita di quei testi che esortano al massacro dei dissidenti e insanguinano il mondo molto più di schioppi , pistole e mitragliere in libera vendita. Per uccidere in nome di questi testi, basta una banale pentola a pressione. Vedi Boston...
    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  5. Ciao Pat,

    grazie della visita e dell’apprezzamento!

    A presto,
    HP

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  6. Ciao Stefano,

    benvenuto (suppongo) tra i miei commentatori. Spero che ripasserai qualche volta,

    ciao, a presto,
    HP

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  7. Ciao Tesea,

    effettivamente non ci sono molti altri posti al mondo con una tale libertà di commercio di armamenti, e ciò unito ad una mancanza di criterio di questo livello…

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  8. Ciao Dragor,

    naturalmente da te mi aspettavo qualche riferimento che non solo le armi convenzionali uccidono. E che ci sono testi, pensieri, ideologie, religioni che istigano stragi peggiori di quelle perpetrate sul proprio suolo dagli americani stessi. E sai che concordo con te. Temo che però rimarrà una bella utopia la tua idea di limitare la diffusione di certi testi. Tu stesso ammetti che quando si va a toccare il tasto religione, anche i più agguerriti difensori della libertà e della logica alzano le braccia e diventano miti agnellini sacrificali…

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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