venerdì 17 settembre 2010

Cinesi; falsi; e cortesi. (seconda parte)

Cinesi due: falsi...

Quando si parla di falsi, il pensiero corre subito alle mille imitazioni cinesi da quattro soldi, borse di Prada e di Luois Vuitton, immancabili e ormai insopportabili Rolex, magliette e scarpe, la panoplia degli “i-qualcosa” (iPod, iPhone, iPad). Invece oggi tocchiamo un tema più gustoso, che illustra il livello di sfrontata inventività di cui sono capaci i cinesi.

Una cara amica – virtuale, non ci siamo mai visti di persona ma è come se ci conoscessimo da una vita – mi scrive con una punta di affanno un paio di settimane fa: ho sentito dell’aereo caduto in Cina, dimmi che sei da qualche altra parte. Manco sapevo che fosse successo, grazie del tuo pensiero, tutto bene, sono in Australia. Da frequente fruitore del mezzo, mi viene la curiosità di vedere come è andata. Controllo su internet. Ah, ora capisco. Henan Airlines. Manovra sbagliata in atterraggio, aereo spezzato. Bilancio: su una novantina di persone, 42 morti e 54 feriti.

Vista la dinamica, azzardo un paio di ipotesi. Un guasto meccanico, un errore del pilota? Non mi sorprenderebbe la prima. Ci sono molte maniere di tagliare i costi, anche nell’industria dell’aria. Quante volte si è sentito parlare di ricambi falsificati, venduti come buoni? Con la sicurezza dei voli non si dovrebbe scherzare. Continua a girarmi in testa il nome: Henan Airlines. E ripenso ai non pochi aneddoti ascoltati in consessi conviviali, di una provincia dove le attività truffaldine, piccole e grandi, sono piuttosto popolari.

Come per ogni incidente aereo – perfino in Cina – si apre un’inchiesta. E volete sapere cosa salta fuori? Che oltre duecento piloti di linea hanno falsificato le credenziali, attribuendosi esperienze mancanti e gonfiando le ore di volo effettuate, al fine di ottenere un posto nella prosperosa industria del trasporto aereo del Regno di Mezzo. Metà di questo nugolo di farabutti lavora per la Shenzhen Airlines, la casa madre della Henan Airlines.

Qualche gola profonda nell’ambiente comincia a vuotare il sacco. La pratica di falsificare i curriculum non è un segreto, nel club dei piloti commerciali. L’espansione impetuosa delle rotte interne negli ultimi tre anni ha creato un bisogno disperato di personale. Questa carenza poteva essere colmata facilmente attingendo dai ranghi dei piloti militari, ben felici di passare da un dignitoso lavoro statale al lauto stipendio e alla bella vita da capitano in una aviolinea. E siccome tutto quello che riguarda la Difesa – in Cina e non solo – è coperto da un omertoso ed impenetrabile manto di segretezza, le reali ore di volo accumulate erano impossibili da verificare. Aggiungiamo a questo la fame di organico delle compagnie aeree, disposte talvolta a chiudere un occhio su curriculum non ineccepibili, ed ecco fatta la frittata.

Potenziali incompetenti (far volare un caccia non è esattamente come portare a terra varie centinaia di tonnellate di metallo farcite con carne umana) ai comandi di aerei di linea. La sicurezza di tutti, sia chi sta per aria, sia chi capita sotto la rotta di tali artisti della simulazione (no, non parlo del simulatore di volo), messa a repentaglio. Come la credibilità dell’industria stessa. La gente protesta. Passeggeri adirati chiedono che le autorità applichino pene draconiane a tali truffatori con licenza di uccidere.

Intanto noi viaggiamo sulla nuovissima linea ferroviaria ultraveloce, inaugurata da appena due mesi, che da Shanghai porta a Nanchino. Prima ci volevano tre ore, ora bastano 70 minuti. Meglio che volare. Ottimi treni, di fabbricazione locale, che nulla hanno da invidiare agli Shinkansen, i bullet-train giapponesi. Si viaggia confortevolmente a oltre trecento all’ora. Speriamo solo che il conducente non sia un ex guidatore di apini che ha leggermente pompato le sue credenziali...


Continua ancora, con la terza e ultima puntata. Qui.

6 commenti:

  1. Anch'io ci ho pensato ! poi, mi sono rassicurato. Impossibile ! sta viaggiando con Air Koryo, egli sceglie sempre le compagnie aeree nazionali !
    Forse, è la compagnia che ha falsificato le credenziali per risparmiare sui costi. Essa assume piloti principianti e falsifica le credenziali affinché possano volare. Ovviamente, non sono pagati come dei piloti "sperimentati".
    In questo caso, non c'è bisogno di verificare le ore di volo ma gli stipendi. Se ci fosse una differenza tra piloti sperimentati con le stessi credenziali...Basterebbe fare una domanda alla Henan : perché un pilota che potrebbe prendere di più con la China Airlines preferisce lavorare per una compagnia aerea regionale come la Henan ?
    http://news.ifeng.com/photo/bigpicture/detail_2010_08/25/2305155_0.shtml
    buona domenica, Alex

    RispondiElimina
  2. Caro HP, mi hai convinto. Non prendero' un aereo cinese nemmeno morto. E nemmeno un treno superveloce, visto che il conduttore potrebbe essere un ex conduttore di asini. E non andro' nemmeno a letto con una cinese, visto che potrebbe essere un camionista che ha leggermente gonfiato le sue credenziali

    Post splendido e molto istruttivo. Ciao, a presto

    dragor (journal intime)

    RispondiElimina
  3. ciao Alex,

    eeh, la Air Koryo mi manca proprio nella collezione di aviolinee che ho preso... E non ho mai avuto modo di andarci, in Nord Korea. Conosco qualcuno, italiano, che l'ha visitata, e non gli ho nascosto una punta di invidia.

    In quanto alla combutta tra piloti ingannatori e compagnie aeree che chiudono non uno ma entrambi gli occhi per il profitto, lasciamo stare. Faranno un po' di polverone per qualche tempo, poi si tornerà al solito tran-tran, fino al prossimo incidente. Come la storia del latte alla melamina.

    Grazie della visita e del tuo commento, sempre interessante e ricco di spunti per tutti.

    A presto,
    HP

    RispondiElimina
  4. ciao Dragor,

    ma dai, non preoccuparti così tanto... Cosa dovrei dire io, che ne prenderò almeno una ventina all'anno? ;)

    Ottima la battuta sulle cinesi. Ma in Cina di solito non ci sono equivoci come quelli che indichi: rischi maggiori di questo tipo si corrono piuttosto in Tailandia e nelle Filippine...

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

    RispondiElimina
  5. teseas@yahoo.it10 ottobre 2010 21:03

    Questo post è molto interessante. Istruttivo quasi. Ci familiarizza con un aspetto ignoto della Cina. Che ormai si sta imponendo sulla scena mondiale e che presto, non più Impero di Mezzo, sarà Impero Globale.
    Tesea

    RispondiElimina
  6. Ciao Tesea,

    grazie della visita e del commento. La Cina per molti e differenti versi mi affascina sempre, ed è facile raccontarne. Storie vissute, storie che non arriverebbero fino in Italia.

    Sul fatto che si stia affermando come Impero Globale non c'è dubbio. Non hanno fretta ed hanno un piano. Ci arriveranno. Magari noi non lo vedremo, ma a loro non importa. Non misurano i risultati con il metro di una generazione.

    Ciao, a presto,
    HP

    RispondiElimina