mercoledì 30 novembre 2011

Lucio Magri o dell’Elogio del Suicidio

Lucio Magri ha scelto. Dicendo no alle convenzioni, che ci costringono a vivere anche contro la nostra volontà. Dicendo no alla morale corrente che ti rende un forzato della vita, anche quando questa non è più accettabile e degna di essere vissuta. Dicendo no agli stereotipi, dove il suicidio è un gesto che suscita orrore, sgomento, rimorsi, sensi di colpa, e talvolta persino indignazione.

Come ha vissuto la sua vita, controcorrente, così ha scelto di morire.

Il suo ultimo gesto di libertà merita solo un sentimento: rispetto.

Vale, compagno Lucio.

6 commenti:

  1. La Tortura Obbligatoria di Fine Vita è il cavallo di battaglia di quanti coltivano la cultura del dolore. Magri ha aggirato l'ostacolo a modo suo. Per avere il diritto di morire in modo decente, bisogna prima di tutto liberarsi della Sharia cattolica

    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  2. teseas@yahoo.it30 novembre 2011 18:24

    Non so, ma credo che il suicidio - per una persona mentalmente sana - sia contro natura.
    Penso che il principio di salvaguardia della vita sia istintualmente prevalente.
    Anche negli animali, non sono certa che, potendo, sceglierebbero l'eutanasia.
    Tesea

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  3. Il suicidio che Magri ha messo in atto con fiera determinazione, spinto dalla sofferenza, è un gesto che merita rispetto e piena comprensione.

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  4. Ciao Dragor,

    aspettavo un tuo commento. E sapevo esattamente di che tono sarebbe stato.

    La Sharia cattolica è una definizione pesante. Ma condivisibile. Perchè gli integralisti non ci sono solo fra i mussulmani.

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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  5. Ciao Tesea,

    l'eutanasia degli animali è considerato un gesto di umana pietà. Lo stesso gesto nei confronti di proprio simile è considerato - da certi - omicidio. Due pesi e due misure?

    Io la vedo così: ognuno dovrebbe avere il libero arbitrio di poter scegliere come e quando andarsene, se la qualità (o il pronostico di durata) della propria vita sono al di sotto del tollerabile. Ed è finchè si è sani di mente che si dovrebbe poter esercitare questa scelta. Perchè se per caso diventi un vegetale, ci sarà subito chi - in nome di un malinteso senso di difesa della vita a tutti i costi - ti terrà in quello stato sine die, accanendosi in cure ad un corpo ormai privo di significato.

    E mi fermo, perchè non vorrei essere accusato di fare troppo palesi apologie del suicidio.

    Ci sarà tempo e spazio per proseguire questo dibattito. Civilmente, come al solito tra di noi.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  6. Grazie Pim,

    della visita e del tuo parere, che con piacere vedo concordare con il mio.

    A presto, buon weekend,
    HP

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