sabato 7 aprile 2012

Furisode

Così si chiama questo capolavoro, opera d’arte d’infinita pazienza manuale, sete rare e fili d’oro e paesaggi e personaggi e occhi stremati nella parossistica e microscopica ricerca della perfezione ricamatoria.

Chiamarlo semplicemente kimono sarebbe un insulto. Questo è un pezzo unico, un Raffaello da indossare, ma con maniacale cura e attenzione a nemmeno sgualcirne un sia pur minimo lembo. Se è esposto in una minimalistica vetrina nel cuore di Ginza, Tokyo, ci sarà certo qualcuno prima o poi che sarà disposto a dipartirsi da una iperbolica somma di danaro, per il raffinato ed esclusivissimo piacere di vedere la propria figlia - in procinto di sposarsi – soavemente abbracciata da questo manufatto supremo.

Perché l’altrettanto minimalistica targhetta nera del prezzo sussurra cifre iperurane: oltre otto milioni di Yen. Al cambio, qualcosa come ottantamila Euro. Ma qui si trascende il mero significato di vestirsi. Come ho già sottolineato, siamo già nel campo delle opere d’arte. Da sfoggiare addosso.



2 commenti:

  1. savinapr@tin.it8 aprile 2012 18:36

    L'offerta fa supporre che vi sia ancora spazio per questo tipo di abbigliamento tradizionale, non del tutto abbandonato a causa dell'imperante moda occidentale. Ed è consolante pensare che qualcuno possa spendere così tanto in omaggio alla tradizione del Giapponeproprio Paese.
    Tesea

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  2. Ciao Tesea,

    mi ha affascinato questo pezzo d'arte da indossare. Le mode occidentali non sempre sono gradite in Giappone. C'è ancora molto il senso della tradizione. E ciò è bello.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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