lunedì 4 febbraio 2013

Buona fortuna...

Manca meno di una settimana al capodanno. Cinese, certo, non mi sono dimenticato questo racconto lì per un mese. Cosa succede nella nazione più popolosa al mondo? La solita frenesia propedeutica al grande, e spesso unico, evento conviviale. Milioni di lavoratori migranti si possono permettere di tornare al villaggio di famiglia solo una volta all’anno, e per meno di due settimane. Gli aerei sono per i ricchi, che peraltro non hanno bisogno di spostarsi da casa. Il 99% dei viaggiatori del festival di primavera sfolla in treno o in autobus. Spesso li usa entrambi, perché nelle zone più remote e montagnose le ferrovie non arrivano, tocca accontentarsi di torpedoni rattoppati e al limite del collasso. Buona fortuna...


Nel weekend appena terminato ci sono stati cinquantotto morti sulle strade della diaspora. Il numero in sé non farebbe notizia: ogni anno in Cina muoiono in incidenti stradali la bellezza di 70.000 persone (sì, avete letto bene. È la popolazione di un medio capoluogo di provincia italiano). A far sensazione è il fatto che questa piccola carneficina sia frutto di soli 5 incidenti. Pullman logori e furgoni stracarichi, magari guidati da incompetenti che si sono comprati la patente al mercatino del documento falso, precipitano giù da dirupi, prendono fuoco o schiacciano le vittime caracollando negli strapiombi. Un bollettino di guerra: 12 morti nel Guizhou, 7 nel Guangxi, 18 nel Gansu, 11 nel Sichuan. Più una pletora di feriti. Senza contare l’assurdo, spettacolare incidente nell’Henan. Sentite qua.


Ma c’era un qualcosa di legale nella sequenza di eventi che ha portato al crollo di un ponte autostradale, con conseguente tuffo nel vuoto – da 30 metri – di varie vetture? La risposta ovviamente è no. Allora, è andata così: un camion carico di fuochi d’artificio è esploso su un viadotto autostradale, ha fatto crollare un pezzo di ponte e una decina di automobilisti si sono spiaccicati nel sottostante baratro. Tanto per cominciare, gli ordigni pirotecnici erano fabbricati illegalmente. L’imballaggio per il trasporto era costituito da semplici sacchi di plastica, fuori da ogni normativa di sicurezza. L’autocarro carico di esplosivi era stato coperto alla meglio con dei teloni, e per concludere in bellezza il produttore aveva scelto un corriere non qualificato a gestire merci pericolose. Manca solo che ci dicano che il camionista si stava fumando una sigaretta col finestrino aperto. Quali erano le chances che tutto filasse liscio e che questa bomba su ruote arrivasse a destino in un pezzo solo? Fate voi. Le ineffabili autorità cinesi minimizzano: hanno avuto il coraggio di chiamare questa catena criminale una serie di errori umani. Qualcuno andrà in galera per questi errori. Ma intanto sono morte dieci persone. T.I.C.






6 commenti:

  1. Sicuramente la Cina presenta ancora vaste sacche di sottosviluppo. Ma conta 1300 milioni di abitanti, oltre 20 volte l'Italia. Quindi 70.000 morti ammazzati sulle loro strade sono del tutto in linea con i 4000 morti italiani (4000 x 20 = 80.000)
    Magari, prima di scandalizzarsi, sarebbe meglio dimostrare di conoscere un po' di aritmetica.

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  2. Ma bene! Quindi, caro anonimo, secondo questa brillante logica, se in Italia muoiono 4000 persone all'anno, allora e' normale e giusto che in Cina ne muoiano 70.000, vero? Prima di suggerire ripetizioni di aritmetica delle quali non ho bisogno - ma non e' questo il punto - consideriamo due o tre fatti: questo significa che sia gli italiani che i cinesi dovrebbero fare molto per migliorare la loro sicurezza ed educazione stradale; che 70.000 persone morte all'anno sono comunque un'ecatombe silenziosa si cui merita invece parlare, almeno i non insensibili si renderanno conto dell'assurdità di questi numeri; infine, significa che laggiù - come ho voluto sottolineare - sono le disgrazie collettive causate da mezzi pubblici insicuri a fare lievitare i numeri di queste statistiche. Che rendono la Cina ( e l'india per i treni) dei posti dove se si può e' meglio evitare tali mezzi di trasporto. Infatti io i più grossi spaventi li ho avuti proprio su autobus cinesi, mai su aerei.

    E per finire, questi settantamila non sono statistiche. Sono persone, una per una, individui con delle storie e delle famiglie, che muoiono a causa di criminali superficialità e mancanza di controlli nel sistema di trasporto. Ognuna di queste morti e' grave, facilmente evitabile. Ed e' inammissibile che continuino, ogni anno, allo stesso criminale ritmo.

    Non sono le proporzioni che mi scandalizzano. Sono i meri numeri. Ma evidentemente c'e' chi preferisce indicare il dito invece che la luna. Grazie comunque del commento. Mi ha dato l'opportunità di sviscerare un po' meglio la questione.

    HP

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  3. Quell'anonimo dev'essere giallo e membro del Kuomintang :-) Ecco la Cina nascosta dietro la facciata dorata che pretendono di sbolognarci con i mall a Shangai e le cinesotte che fanno shopping da Prada e Dior. Per fortuna c'è qualcuno dietro le linee che gli scombina i piani. Continua cosi', HP, facciamogli abbassare la cresta prima che diventono gialli anche i taxi di Londra. Sono già una realtà, si sono comprati pure quelli!
    Un abbraccio, a presto

    dragor (journal intime)

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  4. Ciao Dragor,

    doppio piacere di sentirti. Per il tuo commento, come al solito lusinghiero, e soprattutto perchè sei stato un po' via (dal tuo blog) e la gente cominciava a preoccuparsi!

    Continuerò i miei racconti, senza influenze e senza direttive. Come mi piace prendere la vita. Cercando di capire qualcosa, e poi raccontandolo a chi è curioso come me.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  5. savinapr@tin.it11 febbraio 2013 17:32

    Credo che l'animale astrologico di scena nel calendario cinese di quest'anno sia il Serpente.
    Sarà favorevole?
    Tesea

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  6. Ciao Tesea,

    sì, questo è l’anno del serpente. Sembra di sì. Gli amici cinesi dicono che dovrebbe essere un anno propizio. Specie per chi appartiene a tale segno.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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