sabato 5 febbraio 2011

Potenza e umiltà

Anche se non si direbbe, questo è uno degli uomini più potenti al mondo. Indossando un grembiulino con su un paio di conigli, e le mezze maniche blu, come un qualsiasi travet anni cinquanta, Wen Jiabao celebra il capodanno cinese con dei contadini dell’Anhui, una delle province meno agiate dell’intera Cina. Rimestando il cibo in un grosso wok, con il fuoco a legna sotto, come usa nella Cina ancora autenticamente rurale.

È un’abitudine quella del premier Wen. Invece di festeggiare il capodanno nello sfarzo di qualche prestigioso palazzo di Pechino, va nel cuore della Cina che soffre, o che è rimasta indietro. In passato ha trascorso la festività con dei malati di AIDS, più di recente con i terremotati del Sichuan. Mai vanaglorioso, mai circondato da guardie del corpo, mai distaccato dal popolo con il quale si mischia. Cinese fra i cinesi. Un’eccezione, in un’altera nomenclatura di partito che si mantiene sempre anni luce distante dal miliardo e mezzo della base che governa.

Il valore di un uomo politico non si vede solo dalla sua capacità di sedersi accanto agli altri pezzi grossi della Terra per sostenere le proprie ragioni, ma anche dal suo atteggiamento nei confronti delle cose più semplici. Dalla partecipazione con cui ha saputo, via via, confortare dei malati, incoraggiare e partecipare al dolore dei terremotati, imbandire e condividere un familiare ed essenziale desco con degli agricoltori.

Ecco una cosa che il comrade Wen, il nonno Wen, il mentore Wen dovrebbe insegnare a molti politici : la bellezza, la dignità dell’essere umili.

16 commenti:

  1. magari la imparassero...

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  2. Magari sono solo gesti simbolici - e un po' populisti -, però i leader cinesi dimostrano almeno una concreta vicinanza al popolo. Certi nostri politici dovrebbero prendere esempio...

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  3. tutto il Berlusca....

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  4. Embeh!
    Che possiamo fare se ai nostri (eroi) politici interessano ben altre cose?
    Perché devono mescolarsi col popolo bue, quando possono rinfrescarsi con un bagno di giovani e mezze-nude fighette sgallettanti che rallegrano lo spirito molto più di contadinotte un pò grulle?
    I nostri hanno esigenze più evolute! Lascio a voi le conclusioni perché scriverei bestialità.

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  5. Anche Mussolini si mescolava con il popolo, e si faceva fotografare mentre trebbiava il grano.
    Non è per difendere il Berlusca (anzi), o altri politici nostrani, ma Wen Jaobao è il capo della più grossa, feroce e vecchia dittatura del mondo: come esempio lo lascerei stare

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  6. Ciao Pim,

    non nego che questi gesti abbiano un valore più simbolico che pratico. E Wen Jiabao non ha bisogno di esser populista, perché non è il popolo a eleggerlo. Per qualche motivo, e mi piace pensare che lo faccia perché così si sente, e non su consiglio di qualche image maker con gli occhi a mandorla, Wen è l’unico alto dirigente che fa gesti del genere.

    I nostri, ma non solo, dovrebbero prendere esempio. Certo, mischiarsi tra la folla in nazioni dove le armi si possono acquistare come se andassi al supermercato a comprare un chilo di carote, ha le sue controindicazioni – come il caso dell’americana Giffords insegna.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  7. Ciao Geco,

    Possiamo fare ben poco, purtroppo. E sono convinto che ci siano dosi paritarie di biasimo e di invidia, nel popolo bue, nei confronti delle seratine di Arcore.

    Non con questo voglio dire che i cinesi siano santi. Anzi. Ma almeno ai vertici del partito non ci sono personaggi che imbarazzano la nazione con comportamenti non consoni al ruolo. Di più non saprei nemmeno io che dire.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  8. Per gli anonimi che mi hanno lasciato commenti:

    Anonimo 1, la speranza è l’ultima a morire. Magari la imparassero, davvero. Grazie della visita!

    Anonimo 2, che similitudini di comportamento, vero? Grazie del commento, a presto!

    Anonimo 3, la differenza tra quella che chiami la dittatura cinese e le altre (tipo quella di Mussolini, tanto per citare il tuo esempio), è che, dopo la morte di Mao, non c’è più stata una figura iconica a rappresentarla. Abbiamo evidentemente opinioni differenti sulla Cina. la Cina di oggi può apparire dall’esterno feroce e dittatoriale, ma occorre viverla dal di dentro, per aprire gli occhi sulla obiettiva difficoltà di gestire un gigante sia demografico che economico. E – quindi – sulla indubbia capacità politica dei membri del suo comitato centrale. Se poi uno di questi, guarda caso uno dei due più importanti, ha anche della sensibilità verso la gente, non ci vedo nulla di male. E continuo a ritenerlo un esempio per molti.

    Grazie a tutti degli interventi,
    HP

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  9. ma, esaltare un capo di uno stato dittatoriale , dove la pena di morte è all'ordine del giorno, dove la maggioranza della popolazione vive in uno stato di poverta,dove i diritti dei lavoratori vengono calpestati o addiritura privati totalmente mi sembra alquanto stupido.

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  10. Padronissimo di pensarla così. Non mi voglio mettere a fare antipatiche contrapposizioni.

    La Cina ha la pena di morte. Si sa. Lo sanno anche i cinesi. Muoiono molte più persone per incidenti sul lavoro (o sulle strade) che non sul patibolo. Ma questo non fa notizia. Migliaia di minatori fanno la fine dei topi ogni anno in miniere mal gestite, insicure, micidiali. Eppure tutti se ne fregano.

    Sul fatto che la maggioranza della popolazione viva in uno stato di povertà, ci sarebbe da discutere. Questo era vero ai tempi di Mao, fino agli anni ottanta forse. Oggi no.

    In quanto ai diritti dei lavoratori, le cose stanno - lentamente - cambiando. In meglio. Infatti i filantropici imprenditori che aprono bottega laggiù perchè la roba non costa nulla a produrla in Cina, e poi la si esporta col suo bel marchio in Europa e la si fa pagare quattrini sonanti, già si stanno spostando in Vietnam, in Cambogia, in Indonesia. Dove la manodopera costa mezzo dollaro in meno, e allora tanti saluti alla Cina antidemocratica. Nel nome del profitto, non dell'interesse verso gli operai.

    Altre osservazioni?

    HP

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  11. Anche Mussolini andava a zappare la terra e prendeva in braccio i figli dei contadini. Non lasciamoci ingannare dalle apparenze. In Cina chi sta dalla parte del popolo non sta nel governo. Sta in galera e si prende il Nobel per la pace.
    Buona notte HP, a presto

    dragor(journal intime)

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  12. ciao Dragor,

    mi aspettavo un tuo intervento. E sapevo che saremmo stati in disaccordo - raro, ma può capitare.

    Senza la pretesa di cercare di spiegare la Cina in poche parole - nè ho lo spazio, nè soprattutto i titoli per farlo - secondo me la Terra di Mezzo è passata troppo impetuosamente da un'indigenza generalizzata ad uno stato di relativo benessere, con picchi di ricchezza oltraggiosa in chi ha saputo ben indirizzare le indubbie capacità affaristiche caratteristiche dei cinesi.

    Oggi abbiamo una società ancora squilibrata, ma non è cercando di imporre loro la democrazia che si risolverebbero tali sbilanciamenti. Come nell'Italia degli anni cinquanta e sessanta, si assiste a massicci fenomeni di emigrazione (interna) dalle campagne alle città. La gente vuole il posto in fabbrica, credendo di faticare di meno che nei campi. O si offre ai cantieri, onnipresenti, che costruiscono senza fine in metropoli come Shanghai o Pechino.

    Il potere d'acquisto cresce ogni giorno. Gente che fino a cinque anni fa andava in bicicletta oggi fa la fila dai concessionari per comprarsi la macchina.

    Milioni di nuovi laureati escono ogni anno dalle università. E DEVONO trovare un posto di lavoro. Perchè non c'è nulla di più pericoloso di gente educata E arrabbiata.

    Nel contempo l'inflazione tende a salire, la gente si lamenta che il cibo costa più caro, le case sono affette da una bolla immobiliare difficile da comprimere. Investitori senza scrupoli fanno soldi a palate comprando e rivendendo alloggi.

    L'obiettivo principale di Pechino è tenere sotto controllo tutto questo marasma, questo vulcano demografico la cui pressione sale giorno per giorno. Non hanno tempo per pensare alla democrazia (come la intendiamo noi)? Li capisco.

    Oggi i cinesi sono molto più interessati ad arricchirsi che non a diventare un popolo democratico. Forse, quando avranno colmato la propria fame di possesso, allora inizieranno a sentire altre esigenze. Ma non dimentichiamoci una cosa: il 99% dei cinesi non ha nemmeno un passaporto. Non è mai uscito dai confini, nè mai lo farà. Internet è per gli eruditi che sanno leggere in inglese - ammesso che ci sia qualcosa da leggere che passa tra i filtri della censura preventiva. A quali modelli vuoi che si ispiri la gente per sventolare la bandiera della democrazia?

    Sono riflessioni sparse su un fenomeno enorme come la Cina e la sua ascesa a superpotenza. Con cui tutti dobbiamo fare i conti. Senza pretese di spiegarla appieno. Non basterebbe una vita.

    Buona domenica, a presto,
    HP

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  13. La differenza è che mussolini lo faceva per finta, per motivi propagandistici...
    E poi l'italia era (ed è) quel che era...perdeva pure contro nemici già sconfitti dalla Germania...
    La Cina è la seconda potenza economica al mondo, qualche motivo ci sarà...

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  14. Ciao Palle Quadre,

    sebbene sia convinto che ci sia una cura dell'immagine in questi gesti del premier Wen (potrebbe farli senza fotografi accanto, ma d'altronde è difficile che personaggi di quel calibro non abbiano la stampa sempre alle calcagna), sono altresì convinto che ci sia della sincerità in certi suoi atteggiamenti, che molti definiscono populisti.

    Un leader che pensa ogni tanto al suo popolo, oltre che al suo potere, è certamente meglio di tanti che, una volta eletti, del popolo si scordano completamente.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  15. teseas@yahoo.it13 febbraio 2011 15:18

    Non me la prenderei contro la pena di morte in Cina, certamente necessaria per scremare e controllare una popolazione di...quanti miliardi? E poi "la democrazia" ...come diceva un mio amico russo 'liberato' dalla perestroika, "non si mangia". E ora quel popolo, dopo tanti stenti, deve soprattutto mangiare.
    Tesea

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  16. Ciao Tesea,

    una buona osservazione quella del tuo amico russo. Prima della democrazia ci sono altre priorità in Cina. Mangiare tutti i giorni, ad esempio.

    Poi - forse - arriverà anche quella. Ma di tempo ne deve passare, e dubito che noi la vedremo.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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