mercoledì 16 maggio 2012

Assassino

Ma Chi è. No, non mi sono dimenticato il punto interrogativo. L’assassino – sovvertiamo le regole dei gialli e riveliamolo all’inizio – si chiama Ma Chi. Per chi volesse dargli una faccia, eccolo qui.

Ma perché assassino? Era un po’ che non toccavo uno degli argomenti che mi infiammano. Questo lestofante ha ammazzato due innocenti. Non con armi da fuoco o con coltellacci. Con una Ferrari, lanciata a velocità folle nella notte di Singapore, bruciando un semaforo rosso e schiantandosi contro uno sfortunato taxi, appena ripartito allo scattare del verde, che si è trovato sulla sua scriteriata traiettoria.

Così sono morti la passeggera giapponese e il guidatore del taxi. E l’assassino.

I singaporeani si scoprono improvvisamente razzisti? Un plebiscito di condanne del folle gesto si è sollevato contro l’assassino. Perché Ma Chi è cinese, è arrivato a Singapore quattro anni fa con famiglia al seguito ed il pomposo titolo di investitore finanziario (non è tuttora ben chiara la provenienza né la legittimità del suo patrimonio) e nel frattempo – sentite un po’ – si è comprato un alloggio da tre milioni di dollari, una BMW da 400 mila e come regalino per i suoi trent’anni sprecati la Ferrari 599, pagata la ragguardevole cifretta di un milione e ottocento mila dollari (di Singapore), ma il cui prezzo più esosamente alto è la morte di due innocenti e un deficiente (al volante della stessa).

La gente di Singapore non è razzista. Io, per quel che vale, sono con loro in pieno. Perché sono giustamente infuriati per l’assoluta mancanza di rispetto di ogni regola, per il cinismo e l’esibizionismo tipico dei cinesi arricchiti (poi qualche solerte ispettore fiscale sarà così cortese da spiegare le ragioni di tale sorprendente opulenza). Sono increduli che per l’imbecillità criminale di un “talento straniero” abbia perso la vita un padre di famiglia, unica fonte di reddito per una moglie casalinga e tre figli ancora in età da liceo e con dei sogni di università che chissà se si avvereranno mai. E una giovane giapponese, col solo torto di essersi trovata nel momento sbagliato sulla linea di mira di un assassino.

I singaporeani sono indignati con i propri giornali, che preferiscono discettare della Ferrari e dei retroscena piccanti : chi è la misteriosa giovane ospite dell’assassino, vestita discintamente e ferita a sua volta nell’impatto, mentre la moglie – incinta – aspettava a casa con la figlioletta il maritino che alle 4 di mattina aveva preso il centro di Singapore per la pista di Imola?

I singaporeani vorrebbero che si parlasse di più della famiglia del taxista morto per l’idiozia di un tronfio cinese che crede di potersi comportare all’estero come di sicuro faceva a casa sua. I colleghi della compagnia di taxi hanno iniziato una raccolta di fondi. Ma c’è chi chiede che siano i parenti dell’assassino a risarcire finanziariamente la vedova dell’autista investito, affinché i propri figli possano completare gli studi avviati.

I singaporeani sono disgustati per la sorprendente celerità con cui è stata celebrata la cremazione del colpevole di queste morti inutili. Incidente avvenuto sabato mattina, lunedì già eseguita la cerimonia. E si interrogano: è stata fatta un’autopsia? Era in condizione di guidare o era ubriaco? Perché tutta questa fretta sospetta di far pulizia di eventuali prove?

I singaporeani sono offesi dalle reazioni stizzite della famiglia del morto: né hanno chiesto scusa a suo nome per aver causato tanto dolore evitabile, né hanno proposto di contribuire alla raccolta fondi per la vedova del taxista ucciso. Hanno invece dichiarato ai giornali locali di lingua cinese: la gente dovrebbe trattenere le proprie lingue velenose. E soprattutto: chi non si può permettere una Ferrari 599GTO non deve andare in giro a dire che chi può è un figlio di papà. Nemmeno un po’ arroganti.

Chi è sensibile è invitato a smettere di leggere qui. Perché per concludere voglio ricordare a tutti i coglioni che si credono immortali come Ma Chi, che morire schiantandosi in macchina alla velocità con cui viaggiava in una strada di città, porta ad alcune curiose modifiche della propria fisionomia: tipo che la testa tende a staccarsi dal collo, lasciando in bella vista carotide e giugulare recise, e che gli arti – per l’enorme istantanea decelerazione – si strappano dal torso. Certo una morte veloce – alcuni commentatori estremisti hanno scritto troppo veloce, meritava di soffrire di più – ma non un bello spettacolo per la parentela che lo deve riconoscere.

Pensateci bene, o imbecilli e potenziali assassini al volante. Perché se della vostra pellaccia non ve ne frega nulla, né peraltro - da infami egoisti - di quella della gente innocente che rischiate di ammazzare, magari a casa ce l’avete qualcuno a cui vorreste risparmiare la visione del vostro puzzle sanguinolento su un tavolo mortuario. Sono sicuro che se vi mostrassero una bella foto con i risultati granguignoleschi delle vostre gesta al volante, a qualcuno passerebbe la fantasia di imitare Nicky Lauda per fare il ganzo con la squinzia di turno. Mentre la moglie, povera cretina, lo aspetta inutilmente a casa.



4 commenti:

  1. Ciao HP. Quando mi chiedono se ho paura dell'aereo, rispondo che ho paura della macchina. E' vero, in aereo non ho mai corso rischi mentre in macchina ho rischiato piu' volte la pelle a causa di tizi come quello di Singapore. Basta un piccolo viaggio per incontrarne a decine. Volenti o nolenti, quando siamo in macchina la nostra vita e' nelle mani di chi guida gli altri veicoli.Puoi essere il miglior pilota del mondo e lasciarci la pelle per colpa di un cretino.
    Grande post, speriamo che salvi qualche vita. A presto

    dragor (journal intime)

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  2. savinapr@tin.it17 maggio 2012 16:14

    Forse, anche stando alle statistiche, il mezzo più sicuro è davvero l'aereo.
    Fino a qualche tempo fa credevo fosse la nave: dopo gli ultimi avvenimenti mi sono un po' ricreduta.
    Tesea

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  3. ciao Dragor,

    grazie della visita e del commento. Condivido appieno il tuo pensiero. Mai avuta paura - vera - in aereo, nemmeno quando si fece quell'atterraggio di emergenza. Molte volte invece l'ho provata viaggiando in bus, taxi o normale automobile in Asia, specie in Cina. Siamo spesso nelle mani di qualcun altro. C'è da sperare di non incontrare mai sulla nostra strada assassini incoscienti come Ma Chi.

    Ciao, a presto,
    HP

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  4. ciao Tesea,

    effettivamente le ultime vicende non hanno dato un buon contributo alla promozione dell'uso ricreativo delle navi...

    Siamo sempre alle solite: quando si è nelle mani di qualcun altro, occorre che ci sia professionalità e serietà a tutti i livelli. Se no, per mare o per aria - e perfino a terra - i rischi connessi sono troppi, e le conseguenze si leggono sui giornali!

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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