giovedì 10 maggio 2012

Invidia delle ali

Ogni tanto anche ad un vagabondo incallito capita di fare nuove esperienze. E di assaporare ancora il fascino della novità, della primizia, del sapore dell’innovazione, prezioso pizzico di sale nell’ormai scipito pasto quotidiano del globe-trotter.

Mi sono scoperto malato di una invidia tipica da piccione viaggiatore: quella delle ali. Avevo già scritto parecchi anni fa un racconto che si intitolava proprio così: deve essere bello avere le ali. Ma vedendo quanta armonia, bellezza estetica, funzionalità estrema sono in grado di offrire, in un solo manufatto tecnologico, le sinuose e curvilinee ali del nuovissimo Boeing 787, ultimo nato della casa di Seattle, battezzato enfaticamente Dreamliner, il trasvolatore da sogno, ho provato una profonda invidia nei confronti di chi non ha bisogno di strumenti meccanici per librarsi in volo.

Perché se a noi, poveri animali terricoli, occorrono necessariamente l’ingegno, il coraggio e la maestria di qualcuno della nostra specie per poter rapidamente attraversare oceani e terre emerse, agli instancabili pennuti basta spiegare le ali e seguire quello che un meraviglioso istinto dice loro di fare, per osservare il mondo dal cielo.

E siccome sono serenamente rassegnato ai miei limiti di elevazione da modesto bipede implume, mi accontento di ammirare il fascino di quanto di più vicino alla perfezione della natura l’uomo sia stato capace di progettare: delle ali degne di un Museo Guggenheim. O del MOMA. Fate voi.


5 commenti:

  1. Splendido scatto ! Mi vanto di essere un po' ornitologo...secondo me, questo tipo di macchia rossa sulle ali designa un uccello che appartiene alla famiglia ANA(tra)....o sbaglio ?

    Alex

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  2. Che meraviglia estetica. Ogni volta che sono in aereo rifletto sul fatto che la fisica non ha ancora del tutto chiarito il meccanismo del volo...

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  3. eheh, caro Alex,

    non sbagli proprio... stiamo proprio parlando della famiglia delle ANAtre... come del resto conferma la striscia in alto, piccolo scatto rubato al foglietto di istruzioni in caso di emergenza, che nessuno mai legge sugli aerei (salvo che davvero serva, e c'è sempre da pregare di no!!! - cfr: Homing Pigeon - Applausi).

    Hai davvero un buon occhio, sia esso da ornitologo o da aviatore...

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  4. ciao Pim,

    lieto del tuo apprezzamento. Sono davvero capolavori dell'uomo, che tengono miracolosamente tutti su per aria a diecimila metri, e ti domandi - per fortuna, raramente - come diavolo faccia tutta quella ferraglia a star su, a non venire di sotto in picchiata ma docile atterrare proprio su quella striscina di asfalto, non un chilometro prima o dopo. Poi atterri, e ricominci. Come una droga. Drogato d'altitudine. Da bravo piccione viaggiatore.

    Grazie della visita e del commento, sempre felice di trovarti qui, anche se son dall'altra parte del mondo, a presto,
    HP

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  5. savinapr@tin.it24 maggio 2012 15:52

    Ad un osservatore distratto potrebbe sembrare una vela protesa verso il cielo. In fondo, entrambe navigano nell'azzurro.
    Tesea

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