mercoledì 21 marzo 2012

Un’Altra Dannata Acqua

Prima che tu chiami angosciato il dottore, o faccia i bagagli, dia un bacio alla mamma e ti arruoli nel Circo Viaggiante dei Mostri, ti possiamo garantire che non hai accidentalmente mangiato dei funghi sospetti.

Questa è davvero la nostra nuova bottiglia arrotondata. Sì, abbiamo messo su curve e perso peso, che va bene perché gli spigoli sono fuori moda e le rotondità invece sono in. Ciò significa usare il 40% in meno di plastica, e la notizia fa eccitare anche l’ambiente.

La nostra nuova bottiglia è sempre riempita con la stessa acqua pura di sorgente delle Alpi del Victoria, dove non ci sono nè veleni nè prodotti chimici. In sostanza, gli unici parassiti che troverete lassù stanno guidando dei caravan, indossano calzettoni al ginocchio e guardano perplessi le loro carte topografiche Melways del 1974 chiedendosi quale è la strada per Coffs Harbour.

Allora, mettete le mani sulle nostre curve e godetevi un’Altra Dannata Acqua.


Tutto questo è – testualmente – riportato sull’etichetta di una bottiglia di acqua, trovata in un qualsiasi negozio di Melbourne. Riuscite a immaginare un creativo italiano, seppur il più trasgressivo, che oserebbe mai mettere insieme un simile sproloquio politicamente scorrettissimo, per descrivere, anzi celebrare una mercanzia che qualche suo collega australiano ha avuto l’audacia di battezzare Un’Altra Dannata Acqua?

Per apprezzare meglio lo humour, giova ricordare che Coffs Harbour dista qualcosa come mille e cinquecento chilometri da Melbourne, e che parassiti non rende appieno il gioco di parole in inglese, perché “pests” significa sia insetti nocivi che scocciatori, rompiscatole.

Straordinari australiani. Senza timori e senza pudori. Pieni di ironia, sempre pronti a ridere di se stessi. Ecco perché li adoro.

8 commenti:

  1. Semplicemente geniale ! Anche il blogger italiano manca un po' di audacia, no ?...un'altra cazzo di acqua avrei tradotto...per quanto mi riguarda c'è una parola che uso ogni secondo, un intercalare, un'interiezione.....

    http://www.youtube.com/watch?v=GSeaDQ6sPs0&feature=player_embedded

    Alex

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  2. E bloody fa uno strano effetto, riferito all'acqua. Non soltanto è maledetta ma sembra tutta rossa...
    A volte gli australiani sembrano una grande famiglia. Mà da quelle parti c'è qualcuno che non chiama gli altri "mate"?
    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  3. ciao Alex,

    hai ragione a punzecchiarmi. Avrei potuto rendere la cosa un po' più diretta, e anche un po' più volgare. Ma gli australiani lo usano così di frequente, perfino in frasi dove non penseresti ci stesse, ed invece suona bene, al punto da perdere la sua originaria volgarità.

    Gustosa la tua segnalazione, come sempre! Ora sappiamo il tuo, di intercalare!

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  4. ciao Dragor,

    che piacere ritrovarti qui. Certo che ad orecchie non allenate, bloody water può fare effetto. Ma in realtà in Australia bloody trascende il proprio significato letterale, diventando fonema puro, intercalare buono per ogni occasione, necessità lessicale per sentire una frase finita.

    E in quanto a mate, sì, qualcuno che non lo dice c'è: per dirla con gli aussies, sono i pommies. Gli amati cugini inglesi, per distinguersi da quei grossolani, rumorosi, poco raffinati parenti lontani. Soprattutto, anche se ci provassero, verrebbero subito scoperti dall'accento. Solo il vero Bruce è capace di pronunciare mate come i british pronuncerebbero invece mite. Con la piccola differenza che mate vuol dire amicone, mentre mite vuol dire acaro. Roba da finire a pugni!

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  5. Bloody Water come il Bloody Mary... credo che anche questa possa essere una chiave di lettura.

    Ciao HP, un abbraccio.
    Pim

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  6. Ciao Pim,

    grazie della visita! Sì, può essere una chiave di lettura... ma il bloody australiano è davvero una presenza costante nei loro dialoghi. Forse non pensavano al cocktail quando hanno coniato il nome per l'acqua.

    Ciao, a presto,
    HP

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  7. savinapr@tin.it12 aprile 2012 16:28

    Sarebbe utile importare la 'bloody bottle', con tutti i suoi vantaggi, qui da noi. Forse però si dovrebbe cambiare la dicitura sull'etichetta, dubito che verrebbe apprezzata dal consumatore nostrano.
    Tesea

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  8. Condivido, Tesea.

    Non credo che gli italiani, in generale, abbiano il senso dello humour caratteristico degli australiani.

    Ma il concetto è giusto e interessante. Salvare un pezzetto di natura, una bottiglia alla volta.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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