domenica 12 febbraio 2012

The greatest love of all

Non si dovrebbe mai stare svegli fino a tarda notte. Perché quando finalmente trovi la maniera di andare a dormire, scopri un’ultima notizia che ti fa dire, no, non è vero. È uno scherzo. Invece, mentre in Italia i giornali dormono e le notizie languono, basta cercare sui siti esteri e sai che è proprio così.

Una delle più grandi voci al mondo tace per sempre. Non è stata capace di applicare nella sua vita quello che cantava agli inizi della carriera, quando era bellissima ed io – raro, ma può capitare, specie quando fai il disc-jockey, e la musica è la tua professione – sognavo di incontrarla. Di sentirla cantare. Di poterle parlare, per capire come ci si sentisse quando si è dotati di un dono straordinario. Carlos Santana al contrario: lui usa la chitarra come una voce. Whitney Houston, la voce come uno strumento, ora sassofono, ora violino, ora organo. Suadente. Divina. Capace di cantare a cappella senza che si sentisse il bisogno di uno strumento musicale.

Learning to love yourself, it is the greatest love of all. Ma non è vero, come cantavi, che è facile da ottenere. Ti voglio ricordare, salutandoti per l’ultima volta, non con il pezzo che tutti conoscono. Ma con quello che adoro. Perché il Peter Pan in me vorrebbe – anche se la vita non te lo concede – che tu fossi sempre rimasta quella fanciulla dalla voce prodigiosa, dagli occhi sognanti di cerbiatta, dal sorriso troppo candido e troppo felice per sopravvivere alla spietatezza dello show business.

Farewell, Whitney.

4 commenti:

  1. A chi lo dici, aveva una voce meravigliosa, anche se per me il suo stile era troppo commerciale. E' finita come Billie Holiday, pur essendo ricca e famosa. E' strano come le cantanti jazz o pop tendano ad affondare nell'alcool e nella droga. Un vizio dal quale le cantanti d'opera sembrano immuni.
    Sei intervenuto quasi in tempo reale, io l'ho saputo stamattina alle 10,30. Bellissimo post, Whitney ne sarebbe felice. Peccato che non possa leggerlo

    Buona domenica, a presto

    dragor (journal intime)

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  2. ciao Dragor,

    grazie della visita e della partecipazione... E' triste vedere tutti questi talenti andarsene tragicamente, travolti dal successo, viziati dalla folla, ma in fondo estremamente soli e fragili...

    Avrei voluto non dover scrivere questo ricordo. Anche se, con le tue belle parole, Whitney ne sarebbe felice.

    Ciao, a presto,
    HP

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  3. savinapr@tin.it29 aprile 2012 16:58

    Non so niente del mondo della musica leggera. Anzi, perdonatemi se la cantante sfugge a questa categoria (?).
    Forse il suo stile ricorda Mina?
    Tesea

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  4. Ciao Tesea,

    una buona occasione per ascoltare una delle migliori voci della musica leggera. Che purtroppo non canterà più.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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