mercoledì 22 febbraio 2012

Scopri le differenze

Sciopero aeroportuale in Italia.

Torme di passeggeri imbufaliti cercano invano informazioni, soluzioni, mero conforto alle loro vicissitudini da parte di operatrici o inani o a loro volta seccate dalla pretesa di performances che lo sciopero in realtà mira ad inibire. In tali occasioni vengono trasmesse in tivu le solite immancabili giaculatorie pronunciate da viaggiatori accampati sopra cumuli di valigie e dalla gamma di sguardi tra il rassegnato e l’incazzato forte: è un’indecenza, siamo qui da ieri sera senza uno straccio di notizia, è l’ultima volta che volo con questi (mentitori, non è vero e lo sapete, lo rifarete e vi lamenterete di nuovo).

Sciopero aeroportuale in Germania.

Gli addetti di terra dell’aeroporto di Francoforte si astengono dal lavoro per due giorni, per meglio sottolineare le proprie richieste di un miglior trattamento economico. La compagnia di bandiera tedesca subito si affretta a pubblicare sul sito l’elenco dei voli cancellati, permettendo a chi aveva pianificato un viaggio proprio attraverso Francoforte di trovare delle alternative. In caso si faccia parte degli sfortunati passeggeri di un volo annullato, si viene automaticamente riprenotati con altre soluzioni, ma con la facoltà di chiedere il rimborso se il nuovo piano voli non soddisfacesse le esigenze dell’utente.

Ma c’è di più. Sentite questa. I voli non facenti parte dell’elenco di cancellazione, davvero non sono annullati: volano regolarmente. E per un piccolo ritardo nella partenza da Torino, il comandante sente il dovere di porgere le scuse via microfono, e assicurare che farà il possibile per recuperare.

Servizio di bordo in Germania.

Capita di addormentarsi sull’aereo. Specie se ci si è alzati alle tre di mattina per prendere il primo volo delle sei e mezzo. Sono l’invidia di molti colleghi, che mi chiedono sempre ma come fai, l’aereo manco è decollato e tu già dormi. Forse incosciente serenità e fiducia. Mai avuto paura in aereo, nemmeno quando abbiamo fatto un atterraggio di emergenza. Paura, e molta invece, ne ho provata su degli autobus extraurbani in Cina, specie viaggiando di notte, su certi taxi indiavolati, e anche su qualche treno non esattamente consigliabile.

Capita, dicevo, di dormire qualche ora. E così saltare la cena servita a bordo, in rotta verso il Giappone. Perché ci sono compagnie che evidentemente danno disposizione al personale di svegliarti. E altre no. Io preferisco le seconde, perché se ho sonno ho voglia di dormire e non di vedermi ammannire, intontito dall’improvvisa sveglia tramite tocco del braccio accompagnato da un educato ma perentorio excuse me sir, un vassoio fumigante di non meglio precisate cibarie.

Capita – fatto straordinario – che al risveglio un cortesissimo capo-steward di nome Urs ti venga a chiedere, appellandoti per nome, se avresti piacere di qualcosa da mangiare, uno snack, un frutto, e da bere?, e che si sorprenda della morigeratezza monastica delle mie richieste, un involto giapponese di riso e alghe nori, un bicchier d’acqua nemmeno gasata. E che ti rechi questo frugale sostentamento garbatamente imbandito su un piatto, e il bicchiere sia di vetro, che perfino l’umile acqua ti sembra più buona.

Tutto questo capita, signori miei, volando con Lufthansa. È pubblicità? Certo. E sono orgoglioso di farla, gratis, per chi ti tratta così.

Servizio di bordo in Italia? Il gioco scopri le differenze termina qui. Perché non ho fatti diretti da contrapporre a quello appena narrato. E soprattutto perché ne ho invece molteplici, raccontati da colleghi e amici viaggiatori per professione come me, a nessuno dei quali vorrei dover credere, tanto sono poco professionali e arroganti gli atteggiamenti dello staff della nostra compagnia di bandiera che mi sono stati negli anni riferiti.

Facciamo così: chiunque abbia avuto delle belle esperienze, chi abbia da dare notizia di comportamenti encomiabili da parte del personale Alitalia, lo faccia qua. Vi prego. Qualcuno commenti, e bilanci l’assoluto vuoto di virtù di cui sono in possesso. Sarò lieto di sapere – e di riconoscere – che anche tra le divise verdi volanti ci sono dei seri professionisti, gente che ti sappia far apprezzare il viaggiare con loro. Se no, perché continuiamo tutti a mantenere – con le nostre tasse – qualcosa che non fa bene all’immagine dell’Italia all’estero?


10 commenti:

  1. Ho viaggiato anch'io con Lufthansa e confermo quanto hai scritto. Servizio ineccepibile. Idem con El Al, con cibo macellato secondo tradizione kosher certificato da un rabbino...

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  2. Ah ci sono italiani che praticano l'ascetismo sui voli Lufthansa....sicuramente il risultato di una lunga esperienza...io sarei angosciato non tanto per la paura in aereo...ma per i 15 ore di volo (la noia) e la paura di ritrovarmi a Narita con il bagaglio di una spogliarellista...

    Alex

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  3. teseas@yahoo.it23 febbraio 2012 19:01

    Forse il volo più disastrato l'ho fatto con Aeroflot.
    Però relativamente, in fondo sono ancora qui, malgrado tutto.
    Tesea

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  4. Ciao Pim,

    grazie della visita e del commento. Non conosco El Al perchè - colpevole mancanza - non sono mai stato in Israele. Anche se mi piacerebbe molto andarci.

    Sono lieto che tu concordi con me. Magari un giorno, tempo e voglia permettendo, farò una mia personale classifica delle migliori aviolinee (secondo miei, criticabilissimi, criteri).

    Ciao, buon weekend, a presto,
    HP

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  5. Ciao Alex,

    l'angoscia da bagaglio è un morbo che colpisce - prima o poi - anche i più scafati viaggiatori. Ci sono mutevoli strategie per combatterla.

    La prima - e fondamentale - è quella di viaggiare con valigie chiuse ermeticamente e quasi inattaccabili dall'esterno. Non tanto per paura che vengano saccheggiate (mai metter roba davvero di valore lì dentro!), quanto che qualcuno "inserisca" qualche sorpresa pericolosa, di poi difficilissima giustificazione, all'arrivo - specie in terre poco tolleranti verso droghe o altri materiali proibiti. Schapelle Corby docet!

    Ciao, a presto,
    HP

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  6. ciao Tesea,

    grazie del contributo. Avrei sperato in una più ampia partecipazione, con commenti e recensioni di altre compagnie di bandiera.

    Aeroflot? FOrse dipende da quando l'hai presa. Anch'io quindici anni fa osservavo con un certo sospetto alcuni velivoli di linee aeree locali cinesi. Antichi e malconci Antonov e Iliushin che certo non ispiravano voglia di saltarci sopra con gioia! Ora le stesse compagnie hanno flotte tutto sommato più giovani di molte aviolinee europee...

    Buon weekend, a presto,
    HP

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  7. Innanzitutto complimenti per il blog senza pubblicità. E' bellissimo.

    >...è l’ultima volta che volo con questi (mentitori, non è vero e lo sapete, lo rifarete e vi lamenterete di nuovo).

    Anni fa ho giurato di non volare mai più con l'Alitalia, è ho mantenuto la promessa. Si trattava di un'sciopero all'ultimo minuto che per me era la famosa goccia... In precedenza avevo subito un furto da una delle mie valigie (con conseguente denuncia e scambio di lettere senza risolvere nulla).

    Per un altro motivo ho giurato che non avrei mai comprato una FIAT. Mantenuto anche questa promessa.

    Katharina
    PS. Non sono italiana.

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  8. Ciao Katharina,

    Tornato dalla Cina, rispondo piano piano a tutti i commenti. Mi scuso per il ritardo - involontario - con cui ti replico, ma in Cina i blog non sono accessibili.

    Ho visitato il tuo blog e l'ho trovato interessante. Grazie per i tuoi complimenti, che contraccambio!

    Spero ci sarà qualche altra occasione di visite reciproche, e di qualche commento che continui questo dialogo.

    ciao, a presto,
    HP

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    1. Ciao HP :-)

      Per quanto riguarda il ritardo, non c'è proprio bisogno di scuse. Avevo letto che ti trovavi in Cina.

      Il mio non è un blog, ma un sito. Ho comprato un dominio (praticamente un posto completamente vuoto), scaricandovi poi tutte le pagine preparate in precedenza. Ci avevo lavorato ben due anni, prima di mettere in rete le prime 80 pagine (quasi tutto traduzioni).

      Ho inserito il tuo blog fra i miei preferiti, visto che i tuoi racconti sono interessantissimi e molto istruttivi per chi non può viaggiare tanto. Perciò sicuramente ci saranno altre occasioni per sentirci.

      Posso chiedere che lavoro fai? Avrei pensato giornalista, ma non è possibile per ovvie ragioni: ...scrittore per diletto, giramondo per professione.

      Un saluto
      Katharina

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  9. ciao Katharina,

    le mie risposte sono sempre un po' random, quando posso, quando mi collego...

    Grazie della replica! Faccio ammenda, effettivamente il tuo è più di un blog. Sono contento che tu abbia apprezzato le mie storie di viaggio. E sono certo che ci saranno occasioni di sentirsi.

    Non sono giornalista (anche se, avendo la bacchetta magica e riportando indietro il tempo, mi sarebbe piaciuto, ma me ne sono accorto troppo tardi...), lavoro nell'industria metalmeccanica e l'Estremo Oriente è il mio territorio d'azione.

    Un caro saluto a te,
    HP

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