domenica 13 marzo 2011

La piccola signora dai capelli grigi e il cucciolo di gatto nella borsa

Minuta, magra, denti radi e vestiti modesti, entra in un sushi bar di Kanda, Tokyo, con una borsina bianca di quelle da negozio, traboccante di roba. La poggia per terra e presto, con grande sorpresa del corpulento cameriere, questa si muove, rivelando la testa di un micino che vorrebbe sgattaiolare fuori dalle cianfrusaglie. Il garzone prontamente toglie di mezzo l’inopportuno bagaglio, mai dovesse infastidire i pochi commensali con la sua presenza viva, e lo nasconde dietro la cassa.

La signora, dimessa ma dignitosa, centellina con cura i piattini più economici, prelevandoli uno alla volta dal trenino di porzioni che, alla moda dei sushi bar, ci viaggia davanti agli occhi. Consuma con parsimonia le piccole pietanze di pesce crudo e riso lesso, quasi a voler prolungare nel tempo il parco piacere di quel poco cibo.

Gli sguardi si incrociano per un momento, abbozza un timido sorriso che ricambio.

Quando ho finito spiego a gesti al cassiere di contare per me anche quei cinque frugali piattini che giacciono vuoti di fronte a lei. Pago ed esco. Dalla vetrina lancio ancora uno sguardo dentro al locale. Forse il cameriere l’ha informata. Mi fissa con occhi stuporosi , accenna un inchino. Il suo grazie.

Sono stato brevemente in dubbio se un gesto del genere era adatto, in una società così differente, fredda e formale come la giapponese. Poi ho deciso che non mi importava un fico del giudizio dei giapponesi, quando per me era giusto così.

Quegli occhi pieni di sorpresa, quel breve chinarsi del capo mi hanno raccontato che forse non molti lo avrebbero fatto, al posto mio. Che lo aveva apprezzato. E che avevo fatto bene. Mi sono portato dentro tutta la sera quell’immagine, quei capelli grigi scarmigliati, quel viso emaciato in cui risaltavano, ancora più grandi, quegli occhi pieni di stupore. Un piccolo gesto con un grande ritorno emozionale. Quando dare fa meglio che ricevere.

Prima pubblicazione : 1° agosto 2007

10 commenti:

  1. In questi momenti noto che il pensiero ti porta al Giappone martoriato....popolo dignitosissimo che son certo saprà affrontare queste immani e tragiche calamità.Bravo giramondo!
    Celitolindo

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  2. una signora che si prendeva cura di un micino. Grazie per averla aiutata

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  3. ciao Celitolindo,

    sì, oggi i miei pensieri e la mia solidarietà vanno al Giappone e ai giapponesi.

    Come ho scritto tempo fa, rispondendo ad un commentatore, non ho la pretesa di conoscerlo o capirlo: ma ne sono affascinato. E come per tutte le terre ed i popoli che mi affascinano, talora mi sento di criticare ciò che di loro non mi piace, talaltra di parlarne bene ed esaltare le loro virtù.

    Ho parlato più volte - e veementemente - contro la caccia alle balene. Ma oggi sento di voler essere vicino a quel popolo ferito nel profondo, e pesantemente. Mi mancano ancora notizie di qualcuno dei vari che conosco, e spero di averle presto.

    Rialzati, Giappone. So che sarà dura ma ce la farai.

    Grazie del tuo primo commento qui da me, a presto,
    HP

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  4. Ciao Anonimo,

    grazie della visita, e del tuo partecipe commento.

    Fa sempre piacere trovare lettori sensibili.

    A presto,
    HP

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  5. Una straordinaria perfezione nel racconto. Un gesto pieno di cuore...al cuore non si comanda dicono gli italiani...Noi parliamo di cuore pero al centro dell'essere giapponese c'è lo stomaco (hara). Quando diciamo : aprire il suo cuore a qualcuno, loro dicono : parlare da stomaco a stomaco ; un brutto senza cuore sarà un senza stomaco (hara ga kuroi hito)...cosa volevo dire ? Se vuoi toccare il cuore di una giapponese, devi toccarla allo stomaco quindi un sushi bar sembra il luogo ideale...
    Alex

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  6. Durante un viaggio in Siria (agosto 2008), mi capitò di essere avvicinato da alcuni bambini di un villaggio sul limitare del deserto. Avevo alcune penne biro, alcuni quaderni, e li distribuii. Pensavo di fare bene (mai dare soldi, la regola), invece la guida locale mi redarguì: avevo sicuramente offeso i loro genitori.
    Ogni regione del mondo ha le proprie usanze ed abitudini. Penso però che il tuo gesto generoso sia stato ben accetto.

    Buona giornata.
    Pim

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  7. Ciao Alex,

    un bel ragionamento per arrivare alla conclusione che il gesto è stato appropriato e diretto al gisuto centro giapponese dell'emozione.

    Grazie della visita e del commento, sempre apprezzato! A presto,
    HP

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  8. Ciao Pim,

    grazie del commento. E' bello scambiarsi esperienze ed emozioni. Una libertà ed un arricchimento che il mondo dei blog ci ha regalato. E noi ringraziamo.

    Bella il tuo aneddoto sulla Siria. Proprio vero: paese che vai, usanza che trovi!

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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  9. teseas@yahoo.it28 marzo 2011 16:42

    Azione straordinaria, la tua, credo avrei fatto lo stesso, cerco sempre di aiutare gli animali e chi si prende cura di loro.
    Piuttosto, che fine ha fatto il gattino? Non sarà sgattaiolato dalla borsa , non si sarà perso? La signora sarà riuscita a riaverlo?
    Tesea

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  10. ciao Tesea,

    no, non dovrebbe essere straordinaria. Dovrebbe essere quanto prova chiunque, al cospetto di qualcuno meno fortunato.

    Il gattino, stai tranquilla, era anche lui giapponese. Abituato all'ordine e al ben comportarsi. Non è scappato dalla borsa. Non finchè sono rimasto lì. Anche i gatti, come i cani, sono speciali in Giappone.

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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