giovedì 24 marzo 2011

Turbati dal turbante

Non capita tutti i giorni di vedere il nome dell’Italia nei titoli a scorrimento dei notiziari esteri. Non facciamoci illusioni, non siamo così importanti negli scenari mondiali. E allora perché continuano a fare vedere il nostro nome, associato ad immagini di parlamentari indiani, uomini e donne, che sembrano fare dichiarazioni di fuoco, a giudicare dalla foga dell’eloquio e dal gesticolare scalmanato?

Presto detto. L’allenatore di un golfista indiano, Amritinder Singh, di religione Sikh, per due volte in due settimane è stato costretto a spogliarsi del turbante su invito della sicurezza aeroportuale di Malpensa. Io capisco che gli addetti degli aeroporti non saranno dei laureati in religioni orientali, e potrebbero – dico potrebbero – non essere al corrente del forte significato rituale che il turbante rappresenta per i Sikh. Non conosco i regolamenti e quanto essi siano attenti e dettagliati nel sancire cosa può passare e cosa no, durante i controlli doganali. Quindi mi astengo dal puntare a priori il dito contro la presunta mancanza di sensibilità dell’addetto in questione. Fatto sta che in India i politici hanno fatto un can-can fenomenale. Ambasciatore italiano convocato d’urgenza e costretto – da buon diplomatico – ad aggiustare i cocci, rappresentando il dispiacere proprio e del governo italiano per l’increscioso episodio, ed assicurando che indagini sono in corso. Belle parole. Chissà se davvero seguiranno fatti concreti. Il ministro degli affari esteri Krishna dichiara che l’offesa ad un Sikh offende l’intero popolo indiano. Addirittura c’è chi vuole portare la faccenda davanti all’ONU, per sensibilizzare il mondo intero sulla mancanza di rispetto per le altrui credenze religiose.

Io la vedo così. La sicurezza aeroportuale è una cosa seria. Però sarebbe bastato poco per evitare l’incidente diplomatico. Bastava un controllo tattile, senza costringere a smontare gli otto metri di fettuccia davanti a tutti. Se ci fosse stato dell’esplosivo, si sarebbe sentito. E poi, visto che i nostri giornali trattano la cosa con una certa leggerezza: una pistola nascosta sarebbe stata rilevata dal metal detector, anche se il turbante rimaneva piazzato sulla testa del signor Singh. Irrispettoso è stato depositarlo negli stessi contenitori che ospitano le scarpe tolte dai passeggeri (indipendentemente dal significato religioso attibuito al turbante, anche a me farebbe schifo appoggiare il cappello dove sono appena state spalmate le suole di qualcuno che magari ha pestato poco prima una cacca di cane; fate un po’ voi). Infine: c’è qualche italiano che si offenderà, se gli dico che appartiene alla setta cattolica? Perché esattamente così è stata descritta la religione Sikh da certa nostra stampa: setta. Allora cerchiamo di essere equi: le religioni o sono tutte delle sette, oppure non ce ne sono alcune più belle e furbe che si meritano rispetto e altre che possono essere trattate come stramberie di gente che va in giro con una fusciacca in testa. Se no si potrebbe trovare altrettanto da ridere – e ridire – sul fatto che ci siano degli esponenti di alcune ben note sette che vanno in giro con dei gonnelloni neri lunghi fino ai piedi, oppure con dei cordoni nodosi legati in vita (e questi non sono armi improprie da strangolamento, per i solerti controllori di Malpensa?), e altri ancora con delle tovaglie da picnic drappeggiate in testa. Per non parlare di chi predica umiltà e povertà, e poi va in giro carico di monili e con una stola di ermellino che nemmeno Wanda Osiris dei tempi d’oro.

Mentre i politici manifestano disapprovazione e biasimo, il popolo indiano manifesta tutta la sua gioia. La nazionale di cricket ha appena strapazzato l’Australia campione del mondo in carica. In una tiepidissima serata baciata da una brezzolina confortante, degli amici indiani hanno avuto la suprema pazienza di spiegarmi le regole fondamentali di tale gioco, facendomelo finalmente intendere. La loro crescente allegria si è trasformata in entusiasmo, davanti al comunitario maxischermo da ristorante all’aperto, quando l’ultima palla è stata scagliata fuoricampo dal battitore indiano, e gli australiani hanno capito che era l’ora di preparare le valigie. Tra pochi giorni la sfida di semifinale, densa di tensioni politiche, razziali e religiose: India contro Pakistan.

Ma siccome il cricket alla fine è solo un gioco, anche se dagli interessi milionari in India, vi rinvio su un vecchio racconto, scritto quando non capivo ancora un’acca di batsmen, wickets, runs, over e sixes, ma certe cose mi suscitavano un’irrefrenabile ilarità. Streaker al cricket.

12 commenti:

  1. Qualcuno ha detto : il cricket è un gioco indiano scoperto per caso dagli inglesi eppure Non c'è ne una riga nella gazzetta dello sport !

    D'accordo le partite durano settimane a tale punto che hai chiesto un bicchiere di formolo agli amici indiani quando hanno acceso la TV per seguire la partita.
    D'accordo senza formazione matematica spinta non potrai mai capire lo score nemmeno chi ha vinto la gara.
    D'accordo i giocatori non sembrano sportivi : sono panciuti, paffuti, barbuti...ma perché sgambettano sempre non possono camminare normalmente ?
    D'accordo la tenuta dei giocatori fa schiffo, e ti fa passare le maglie rose della juve per modelli di eleganza.
    D'accordo il solo interesse è l'elenco delle sconfitte inglese.
    D'accordo la metà dei paesi che participano al campionato non esiteranno più nel 2050 (West indies, Bangladesh...)
    D'accordo ci sono le partite taroccate, l'allenatore pakistano tanto solidale della squadra che muore avvelenato durante una gara nel campionato 2007.
    D'accordo tutto...ma, se l'India non sconfiggerà il Pakistan, rischieremo un conflitto nucleare. Forza India !
    Alex

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  2. La sicurezza e la vita di tutti non sono da posporre a credenze e fedi religiose di nessun tipo!!!!

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  3. Non mi fiderei troppo del controllo tattile del contenuto di 8 metri di turbante. A parte la zucca del sikh, tutta quella stoffa potrebbe contenere anche un carro armato. Sinceramente, mi sentirei inquieto se in un aereo fossi circondato di tizi dal turbante controllato solo manualmente. Si potrebbe provare con i raggi X, cosa che permetterebbe anche di scoprire se i sikh hanno un cervello. D'accordo per la storia delle scarpe, ma qui è questione d'igiene, di educazione e di buon gusto.
    Fra le più grandi imprese degli inglesi c'è quello di avere trasformato i popoli colonizzati in fans del cricket. Come avranno fatto, con un gioco cosi' noioso?

    Aspetto con impazienza il prossimo post dall'India. Adoro quel paese, mi piacciono il curry e i raga.

    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  4. teseas@yahoo.it25 marzo 2011 18:18

    Rispetto degli animali e cucina al curry fanno, a mio avviso, dell'India il Paese più civile del pianeta.
    Tesea

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  5. Ciao Alex,

    grazie del commento, lunga e articolata analisi sul mondo - nemmeno quello sempre pulito - del cricket.

    Tutti aspettano impazientemente la grande sfida di mercoledí. I giornali giá fanno disamine sul come e perché l'India batterá il Pakistan. Suppongo che a Karachi e Rawalpindi accada lo stesso, solo a parti invertite.

    Ieri intanto la Nuova Zelanda ha stracciato il Sud Africa, ed oggi Regno Unito contro Bangladesh, ultimo quarto di finale.

    Buon weekend, a presto,
    HP

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  6. Anonimo,

    sono il primo (prendendo una media di cento aerei all'anno) a sostenere l'importanza della sicurezza aeroportuale, davanti a credenze e fedi di ogni sorta. Quello che intendo, con il mio post, é che si sarebbe potuta gestire la questione con un po' piú di tatto...

    E pare anche che l'addetto che ha fermato Singh una settimana fa, sia poi lo stesso che lo ha rifatto questo mercoledí. Nessuno nel frattempo lo aveva avvertito delle proteste giá a livello governativo?

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  7. Ciao Dragor,

    ben trovato e grazie della visita! Questo é un argomento delicato: sensibilitá religiosa contro sicurezza dei voli.

    Il problema, come sempre, é l'ignoranza. Delle regole da una parte, delle altrui culture dall'altra.

    Se non ci fossero ogni tanto dei terroristi che tentano di far saltare per aria degli aerei, viaggeremmo tutti molto piú tranquilli, con meno intrusioni nella nostra privacy (essere palpato dieci volte al mese da qualche addetto aeroportuale, che non sempre é delicato nel suo agire, non é certo piacevole!), e con meno perdite di tempo (e di aerei!!). Insomma, ante-undici-settembre era tutto un altro viaggiare.

    Oggi paghiamo tutti per quattro bastardi che vogliono far danni a tutti i costi.

    Anche quel povero Sikh, la cui unica colpa é quella di seguire una religione che gli dice di non tagliarsi mai i capelli e di indossare sempre un turbante, ne ha pagato le conseguenze. E non mi risulta che alcun Sikh abbia minacciato di far cascare aerei o di schiantarli contro cittá di qualsiasi nazione. Se poi un addetto milanese non é in grado di fare un distinguo tra un potenyiale terrorista islamico ed un allenatore di golf Sikh, é un problema di cultura e conoscenza del mondo. E lí possiamo farci davvero poco.

    Se ti é capitato di rileggere il vecchio post linkato e dedicato al cricket, avrai visto che condividiamo l'opinione che é fra i giochi televisivamente piú noiosi e dispersivi (una partita puó durare sette ore, ma un gioco - test - una settimana). Durante i mondiali, si traduce in una pacchia per le emittenti, le cui tariffe pubblicitarie vanno alle stelle...

    Sto cominciando ad apprezzare anch'io il curry. Se ne trovano pallide (nel vero senso) imitazioni in Giappone, ed in Cina hanno le loro ricette di spezie, diverse da quelle indiane. Qui c´é l'originale.

    Buon weekend, a presto,
    HP

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  8. Ciao Tesea,

    data la tua nota sensibilitá animalista, non potevo aspettarmi altro commento da te! Effettivamente non ho mai trovato un luogo con tanta gente strettamente osservante della dieta vegetariana, con i seguaci del credo jainista che si mettono una mascherina davanti alla bocca per non rischiare inavvertitamente di inghiottire qualche insetto (!!!), con un rispetto - che confina con la venerazione - nei confronti delle mucche, libere di occupare le strade come meglio loro aggrada...

    Vedo che fai parte della schiera dei fans del curry. Se va avanti cosí, mi iscrivo anch'io al club!

    Grazie della visita, buon weekend, a presto,
    HP

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  9. Possiamo considerarci fortunati che i bastardi siano soltanto 4. Se tutti i musulmani seguissero l'islam, i bastardi sarebbero un miliardo e emzzo

    Ciao HP, buon weekend

    dragor (journal intime)

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  10. ciao Dragor,

    mi aspettavo qualcosa del genere da te! Del resto, te l'ho servita su un piatto d'argento...

    Non è una bella prospettiva, quella di un mondo in cui la religione dominante (almeno, come numero di "iscritti") sia quella islamica.

    Come diceva quella famosa battuta (credo sia vera...), la hostess di una compagnia di bandiera inglese, nell'annunciare l'atterraggio in un aeroporto dell'Arabia Saudita, ha detto nell'interfono: benvenuti a Riyadh. Per l'ora locale, rimettete gli orologi 300 anni indietro!

    Buon weekend, a presto,
    HP

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  11. L'Italia non impara mai....ecco qui l'ultimo episodio:
    http://gazzettino.it/articolo.php?id=158274&sez=NORDEST#ID

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  12. ciao Anita,

    grazie della segnalazione e di aver messo il link al mio pezzo tra i commenti all'articolo che indichi qui sopra. Dici bene. Noi italiani non impariamo mai.

    Buona domenica, a presto,
    HP

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