domenica 30 gennaio 2011

Esodi e trappole

Dieci Italie in movimento. Sta accadendo in Cina. Nelle settimane precedenti il festival di primavera, l’altro nome del capodanno cinese, un immane esercito di lavoratori migranti torna a casa per un periodo di celebrazioni e riposo.

Ma per far ciò, chi guadagna a malapena duecento euro al mese non si può permettere aerei e nemmeno autobus. Seicento cinquanta milioni di persone si stanno mettendo in marcia. I viaggi sono spesso estenuanti e talvolta quasi infinite odissee, con i treni più lenti e più disagevoli rimasti sulla rete ferroviaria cinese. Trenta, trentotto, perfino quarantaquattro ore per tornare al proprio paese dalla metropoli dove si lavora.

Il biglietto più economico, una dozzina di euro, non prevede neppure la possibilità di accomodarsi sui disagevoli sedili di legno. Solo un posto in piedi, se si è veloci e fortunati uno strapuntino nel corridoio lo si trova. Quasi due giorni così, un viaggio di tregenda. Eppure Jiang, ventenne operaio che guadagna 100 Yuan al giorno, non si lamenta di stare in piedi. Dice: l’anno scorso era molto peggio, il treno era più affollato, non c’era nemmeno lo spazio per chinarsi un po’ogni tanto.

Con l’annuale transumanza compaiono puntuali i truffatori, pronti ad approfittarsi della povera gente alla ricerca di un biglietto. Chi cerca di evitare le terribili code fuori dalle stazioni corre il rischio di vedersi gabbato da malfattori sempre più smaliziati e tecnologici.

I casi sono all’ordine del giorno a Shanghai, e a decine. Ecco come funziona la truffa. Al cliente viene propinato un senso di falsa tranquillità, in quanto la pubblicità dice: pagamento al ricevimento del biglietto. Mentre si reca in stazione, la vittima riceve una telefonata. Lo informano che non è possibile fare l’operazione in contanti, occorre un bonifico bancario. Il tapino non è in grado di farlo sul momento. Telefona alla fidanzata, le dà disposizioni su come eseguirlo. Ma niente paura, lui la richiamerà quando ha in mano il biglietto, e solo allora lei darà il via alla banca. Tutto regolare, no?

E invece una decina di minuti dopo lei richiama, dicendo che ha fatto il bonifico (1100 Yuan, ovvero 130 Euro, mica poco per un cinese medio), come lui le ha confermato di fare. Stupore. Ma io non ho telefonato, dice il povero ignaro signor Meng.

La coppia improvvisamente capisce di essere stata truffata da dei furfanti specialisti in telecomunicazioni. Abili al punto da usare un software per rilevare i numeri di telefono, e addirittura far sì che chi riceve la chiamata veda un numero a loro piacere (di modo da ingannare la fidanzata, che riconosceva come chiamante Meng). E sorprendenti imitatori di voci, per dare il fraudolento assenso al bonifico, per derubare di una bella cifretta chi vuole solo tornare a casa dopo un anno di lavoro.

Nelle ultime settimane si sono moltiplicati i casi del genere. Se una truffa funziona si sa che dilaga. Ad un altro viaggiatore sono riusciti a sottrarre 4000 Yuan con lo stesso metodo, probabilmente per un biglietto aereo, merce altrettanto rara e ambita in vista dell’esodo del capodanno.

La polizia è a caccia della gang, e intanto mette in guardia tutti, come può. Raccomanda di fare una telefonata in più, invece di farsi abbindolare dagli impostori. Infatti se uno richiama il telefono da cui arriva l’assenso a versare i soldi, allora compare il vero numero e non quello simulato dagli abili hackers.

A chi non è riuscito a procurarsi un biglietto non resta che rivolgersi ai bagarini, attivi come allo stadio prima di un derby decisivo. Nelle principali stazioni della metropolitana delle donne ripetono lo stesso ritornello tutto il giorno, biglietti, biglietti. Finchè non capita da quelle parti un poliziotto. Allora sono fughe precipitose, che si concludono spesso con l’arresto. È un reato maggiorare i prezzi dei biglietti per trarne profitto. Oltre cento bagarini sono stati già messi in guardina nella sola Shanghai.

Mentre si combatte la quotidiana, pigra battaglia tra il bene e il male, la Cina si prepara a salutare la Tigre, e a dare il benvenuto al nuovo segno: il Coniglio.
兔年快乐.

4 commenti:

  1. Una truffa diabolica e crudele ! Buon anno, mio caro coniglio ! ti ho fatto il bonifico...

    Battaglia tra il bene e il male con questo video postato su youku (youtube), weibo (twitter) e renren (facebook) poi, finalmente, il video è stato armonizzato (eliminato). Troppo eversivo.
    Un popolo di conigli ci si rivolta contro il regime dittatoriale delle tigri che concentrano tutti i poteri nelle proprie mani :

    http://www.youtube.com/watch?v=rnw5BvxSDmM&feature=player_embedded

    Buona domenica, Alex

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  2. ciao Alex,

    grazie del commento! Come sempre ricco di ulteriore documentazione. Nel caso specifico, la lotta dei conigli contro il regime delle tigri. Interessante metafora. Non dubito che sia stata subito censurata in Cina. Si censura per molto meno di questo.

    Ciao, buona domenica,
    HP

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  3. teseas@yahoo.it31 gennaio 2011 18:52

    Non ci resta che sperare nei Conigli...
    Tesea

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  4. ciao Tesea,

    per fare un'affermazione del genere mi vien da pensare che tu abbia guardato il cartoon segnalato da Alex. Forse disgustoso, certo non una cosa da bambini, ma con dei chiari riferimenti a fatti accaduti in anni recenti in Cina.

    In ogni caso, speriamo in un anno del Coniglio fausto. Spes ultima dea.

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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