domenica 2 gennaio 2011

Vietato ai minori

Perché si suppone che legalmente nessuno prenda in mano un volante prima di compiere diciott’anni. E perché questo scritto è un pugno nello stomaco. Voluto. Non è per i più sensibili. Immagini terribili, che tuttavia vanno viste. Per riflettere, tutti insieme, e decidere che non deve – e non può – ricapitare.

Cominciamo l’anno con una delle battaglie per le quali mi scaldo di più. Ognuno ha i suoi chiodi fissi. Uno dei miei è la lotta al guidare ubriachi. Drunk driving in inglese, lingua che si può permettere di essere meno politically correct della nostra, usando la parola adatta e succingendo il concetto. Ubriaco. Chi beve oltre i limiti della logica, della decenza e anche della legge – e poi si mette al volante – è un potenziale assassino. Sempre. Anche se mille volte può non succedere, c’è sempre in agguato la volta che farà piangere una famiglia innocente, che farà spargere del sangue inutile, che farà finalmente rimpiangere all’idiota di turno di non esser rimasto sobrio.

A tal proposito, mi riproponevo di scrivere un promemoria appena possibile, o appena necessario. O appena fosse successo (purtroppo è quasi una certezza, è solo questione di tempo) l’ennesimo omicidio che i media chiamano disgrazia, causato da qualche imbecille al volante ubriaco fradicio.

Poi mi sono detto: ma no, perché aspettare? Perché non tentare di salvare anche solo una vita? Come? Sperando di raggiungere qualcuno che sta per pensare, che vuoi che sia, un goccetto in più, sto benissimo, ci vedo, ci sento, tutto ok, posso guidare lo stesso, l’ho fatto chissà quante volte. Idiota. Fermati.

Perché non sempre chi è vittima di un delinquente alla guida muore. Non ci pensiamo mai, vero, che c’è anche chi sopravvive ad un incidente, e passa la vita a cercare di rimettere insieme un corpo che non sarà mai più quello di prima? Ebbene, c’è chi da dieci anni sta vivendo in questo incubo sospeso.

Jacqueline Saburido. Un nome che non dirà nulla alla gran parte della gente. Una ragazza venezuelana che nel 1999, durante una vacanza negli Stati Uniti, ebbe la propria vita cambiata per sempre. La macchina in cui stava viaggiando, investita da un ubriaco al volante, prese fuoco.

Quarantacinque secondi d’inferno. Bloccata nell’auto in fiamme subì ustioni di terzo grado sul 50% del corpo. Nessun medico credeva si sarebbe salvata. Si sbagliavano.

Dopo dieci anni e oltre 40 operazioni, Jacqueline è viva. Così. E se queste immagini non sono capaci di fare riflettere chiunque sulla scempiaggine suprema di guidare ubriachi, e sulle potenziali orrende conseguenze di tale gesto, non riesco a immaginare che altro possa.

Come dicono gli australiani: only a bit over? You bloody idiot. Solo un goccio oltre il limite? Sei un dannato idiota.

10 commenti:

  1. teseas@yahoo.it2 gennaio 2011 16:30

    Terribile. E anche attuale, dopo le cronache della notte di capodanno.
    Quasi scoraggia a salire nuovamente in macchina.
    Tesea

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  2. DOpo otto anni passati a lavorare in un pronto soccorso e averne viste di tutti i colori non posso che essere d'accordissimo..."dannati idioti!!!"

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  3. spero che queste foto facciano riflettere molto,
    rivolgo un pensiero solidale alla ragazza.

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  4. think,before you drink, before you drive: a Londra già nell'84 lo leggevo nei pub, sui sottobicchieri. parliamone a tutti.

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  5. ciao Adriano,

    grazie della visita e del commento!

    Buon anno, a presto,
    HP

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  6. Cara Tesea,

    bene o male tocca a tutti andare in macchina. Per questo bisognerebbe condannare senza pietà gli idioti che mettono a repentaglio - in modo egoistico, arbitrario e casuale - la vita di tutti noi.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  7. Anonimo 1: hai esperienza da vendere di idioti che si ubriacano e mandano all'ospedale (quando non direttamente al cimitero) se stessi e gente che non c'entrava nulla con la loro cretinaggine. Grazie del tuo intervento, conforta la tesi.

    Anonimo 2. Solidarietà in pieno a Jacqueline. Speriamo le sue immagini facciano riflettere chi dovrebbe farlo e si dimentica...

    Anonimo 3. Sì, parliamone a tutti. In paesi dove il problema del bere e guidare è endemico, provvedimenti seri sono applicati da molto più tempo che in Italia. Qui si è sempre creduto che il problema non esistesse, che gli italiani reggessero il vino così bene da non fare disastri, che qualche ubriaco che danni vuoi che faccia? Ecco le conseguenze.

    Grazie a tutti degli interventi, delle visite, dei commenti! A presto,
    HP

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  8. Ho linkato questa pagina nel mio forum.

    E dire che sentiamo spesso di incidenti causati da ubriachi (o drogati) al volante, che manco scontano una giusta pena per i danni causati con la loro mancanza di umanità, grazie spesso ad avvocati pronti a difendere Caino, fottendosene di Abele, dei genitori di Abele e dei figli di Abele...
    Io semplicemente li metterei in galera una decina di anni, e all'uscita li sottoporrei a sterilizzazione, perché dei bastardi del genere non meritano di propagare il loro DNA!

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  9. Grazie Gas,

    non so esattamente dove tu l'abbia linkata, ma va bene. L'importante è rendere edotta la gente delle conseguenze dell'imbecillità umana.

    Concordo con la galera. Purtroppo in Italia non funzionerà mai così. Ma non smetto di sperare, nè di portare avanti la mia campagna contro gli ubriachi al volante.

    Ciao, a presto,
    HP

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