mercoledì 6 aprile 2011

Il silenzio degli innocenti

L'Aquila. Sono passati due anni. Tanti i drammi privati: immagini di dolore, sconcerto e disperazione. Non dimentichiamo.

Il silenzio degli innocenti

Quando le parole mancano.

E il cuore fa male.

Prima pubblicazione : 9 aprile 2009

6 commenti:

  1. Due anni... un tempo lunghissimo, ma a L'Aquila è come se si fosse fermato. Un'amica si è iscritta a quell'Università, ha fatto una breve visita nella zona rossa ed è rimasta impressionata. Una città morta...

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  2. Scommettiamo che i giapponesi ricostruiranno tutto nel tempo che gli aquilani impiegano per domandare i sussidi dello stato? Splendide foto.

    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  3. Ciao Pim,

    grazie del commento e della partecipazione al lutto e alla rabbia dei terremotati aquilani.

    A presto,
    HP

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  4. ciao Dragor,

    sul fatto che i giapponesi siano pronti a ricostruire - o abbiano gia' ricostruito - cio' che da noi richiederebbe anni, mazzette e ritardi epocali nella realizzazione, non vi e' alcun dubbio.

    Sono altresi' sicuro che - in generale - gli aquilani siano gente fiera, orgogliosa, che non si aspetta sussidi dal cielo, ma che sarebbe pronta ad imbracciare pala e picco per ricostruire la loro citta'. Se solo glielo facessero fare, senza sfruttarli per fini biecamente elettorali.

    Grazie della visita e del commento, a presto,
    HP

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  5. teseas@yahoo.it10 aprile 2011 15:03

    Ma perchè ricostruire la stessa città in una zona appuratamente sismica? Non saranno fatiche di Sisifo?
    Tesea

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  6. Penso sia la stessa vana battaglia - che sanno, sul lungo termine, già persa in partenza - combattuta dai giapponesi contro i sismi. Loro però sono avvantaggiati. Perchè padroni delle migliori tecniche di costruzione antisismica. Da noi? Agli albori. Roba da dilettanti.

    E' vero, perchè ricostruire dove la terra ha tremato fortemente? Forse perchè alla fine l'uomo è talmente attaccato al territorio da non poter fare a meno di tornare alle origini, anche se i rischi ci sono. E del resto, terremoti forti in Italia ce ne sono stati parecchi in un secolo circa. Se nessuno avesse ricostruito, oggi non avremmo Messina, per esempio.

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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