sabato 28 gennaio 2012

Il mosaico della memoria

Ecco un quadro che non si dovrebbe mai vedere. Ma che sta lì, sul fianco del monumento alle vittime, in un parco di Hiroshima, a comunicarci tutto l’abominio che l’uomo è capace di esprimere. Sono frammenti di tegole, raccolti da studenti liceali giapponesi nel fiume Motoyasu e poi arrangiati in un mosaico della memoria. Si chiamano Genbaku-Gawara, semplicemente le tegole della bomba atomica. Scurite, ustionate, piene di vesciche, fuse l’una sull’altra. Non è un museo, non ci sono barriere. Nulla impedisce di toccarle, e di provare fisicamente, anche a distanza di 66 anni, un fremito doloroso nel rivivere quell’istante di assoluto inferno che ha cambiato per sempre il destino di una città. E della gente che ci viveva.

L’orrore nei dettagli. Se questo è quanto è successo alla refrattaria terracotta, immaginiamo l’effetto sulla carne dei cittadini di Hiroshima. Nessuno, meglio di una città che ha perso 200.000 abitanti tra i morti nell’esplosione e quelli ammalatisi a causa della radioattività, può apprezzare il significato della parola pace. E per non dimenticare attraverso quanto dolore e quanta sofferenza si sia dovuto passare per finalmente raggiungerla, quegli studenti hanno ripescato dal fiume, che quell’orribile sei agosto era pieno di cadaveri dei propri concittadini, dei frammenti di indelebile orrore.

Con le graffianti parole del grande George Carlin: buona pace a tutti. Ma solo a chi se la merita. Gli studenti di Hiroshima se la meritano di certo.

2 commenti:

  1. teseas@yahoo.it29 gennaio 2012 17:43

    Tra i tanti inviti alla memoria che in questi giorni rigurgitano, è bello che ci sia anche questo.
    Tesea

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  2. Ciao Tesea,

    è certo una combinazione che io mi sia trovato qui proprio nei giorni in cui si commemorano le vittime dell'olocausto.

    Grazie dell'apprezzamento per questo pezzo. E' difficile visitare un posto come Hiroshima senza provare forti sentimenti. Che ho cercato, non so se riuscendoci, a mettere sulla carta.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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