domenica 3 aprile 2011

Orgoglio indiano

La democrazia più grande della Terra ha vinto. Campioni del Mondo. Di che cosa, si chiederà chi non ha letto i miei recentissimi racconti. Ieri nello stadio Wankhede di Mumbai l’India ha battuto lo Sri Lanka nella finale del torneo più importante disputato tra le ex colonie del passato impero britannico: il Campionato Mondiale di Cricket. Con un percorso quasi perfetto, battendo l’Australia ai quarti ed il Pakistan in semifinale, l’India si è presentata all’appuntamento con la storia pronta a cogliere l’occasione, perfino favorita dal fattore campo. E non l’ha mancata.

Sachin Tendulkar, icona del cricket indiano e miglior battitore in attività, si congeda a 37 anni con il titolo più ambito: campione del mondo. L’orgoglio nazionale è alle stelle. Un miliardo di indiani oggi sta festeggiando, dimenticando per un giorno l’assurda forbice tra poveri e ricchi, le tensioni interreligiose, le immutabili separazioni tra le caste, i palazzi fiabeschi da un miliardo di dollari e le catapecchie di cartone e lamiera. Da domani si torna alla normalità dell’anormalità.

2 commenti:

  1. malgrado le lotte per l'indipendenza, sembra che l'imperialismo britannico abbia avuto anche meriti in India.
    Tesea

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  2. A giudicare dalla passione quasi scriteriata per il cricket, direi che ha avuto dei meriti non solo lì, ma in parecchie altre delle sue ex-colonie...

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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