sabato 6 novembre 2010

Torna, Cuore!

Quanto mi manca Cuore. Parentesi spensierata, canzonatoria, informativa, denunciante i malcostumi di un’Italia recente ma già passata, a cavallo tra prima e seconda Repubblica (lo spartiacque è Mani Pulite, per intenderci). Creatura di Michele Serra e pochi altri geniali redattori, sempre con la battuta pronta, veleno saporito sul foglio verde settimanale. L’ho letto per alcuni anni, finchè è lentamente appassito come un bel fiore. Alcune sue rubriche sono diventate dei paradigmi, dei modi di dire, dei collegamenti automatici quando si vede qualcosa che colpisce, che indigna, che stupisce. Braccia rubate all’agricoltura. Mai più senza. Vergogniamoci per loro. Botteghe oscure. Cronaca vera. Terziario arretrato.

Perché questa laudatio temporis acti? Perché oggi ho scoperto cose che richiedono l’immediata resurrezione della rubrica Mai più senza. Anzi, ho deciso che creerò una mia speciale categoria, dove iscrivere, via via, tutte le invenzioni alle quali il genere umano non potrà più rinunciare, una volta reso edotto della loro comparsa sul mercato.

Cominciamo oggi. Non uno, ma ben due prodotti. Per non essere tacciato di sessismo, segnalo entrambe le perle che ho scovato per voi. Ammettetelo, uomini e donne: le avete sempre sognate nelle vostre fantasie più proibite.

Freud ha parlato dell’invidia del pene. Signori maschietti, quante volte invece voi avete invidiato (e talora odiato, specie quando vi cimentate nella imbarazzante operazione di sganciamento, in momenti topici, della maledetta apparecchiatura, tetragona allo svincolo come medioevale cintura di castità) quei bei reggiseni di pizzo che le fanciulle appalesano solo in momenti immediatamente preludenti l’agognata intimità dei sensi?

L’invidia è peccato capitale, c’è l’inferno per chi la pratica. D’ora in avanti non c’è più rischio di finire fra le fiamme eterne, punzecchiati nel sedere da diavoloni osceni, immersi in immonde materie fumiganti. Dal Giappone ecco a voi: il reggiseno maschile. Per l’uomo che vuole sorprendere la sua donna con una peculiare interpretazione dell’uguaglianza dei sessi. Per il palestrato fuori allenamento, che ha bisogno di supporto ai poderosi pettorali estrogenati, cadenti come orecchie di cocker. Per chi vuol provare il sadico piacere di vedere se le donne sono poi così brave a sbottonare la dannata fibbietta, dopo anni di umiliazioni subite e di sguardi muliebri levati al cielo come dire madonna che imbranato, cominciamo bene...

Chissà se il bel tenebroso che ha prestato le sembianze alla campagna pubblicitaria (gli offriamo un posticino nella rubrica braccia rubate all’agricoltura?) sapeva per cosa stava posando, con cotanta intensità e guardo fiso nel vuoto, come se fosse alla ricerca della soluzione al dramma della fame nel mondo?

Disponibile in bianco, nero, e delicatissimo rosa – per gli spiriti più gentili. Sostiene, solleva, aiuta a rilassarsi con la leggiadra carezza dei soffici materiali usati. E poi vuoi mettere alla sera, tornando dall’ufficio? Finalmente anche gli uomini potranno – dopo essersi levati le scarpe gettandole lontano – spaparanzarsi sul divano, alzarsi la camicia, con qualche contorsione articolare sganciarsi il fermaglio sulla schiena e dire ahhh bene, non ne potevo proprio più di questo malefico aggeggio. Come hanno visto fare alle proprie signore per anni. Ecco spiegata l’invidia del reggiseno.

Par condicio. Dedicato a voi donne che lavorate al computer nelle rigide serate invernali. Mentre siete intente a scrivere ad amici lontani o legger articoli di costume o di politica estera, o ancora a comporre racconti da offrire in pasto ad un pubblico di attenti lettori, vi è mai capitato di provare qualche brivido di freddo, e di sentire improvvisa la mancanza di quel qualcosa di indefinibile, di un abbraccio tiepido, di due mani che vi fasciano e vi confortano con una tenera e calda moina? Ma il vostro uomo è di là che guarda la coppa Italia in televisione e non si sogna di mollare la squadra del cuore, nemmeno negli sporadici stacchetti pubblicitari, mai si attardasse con voi e perdesse un corner decisivo.

Niente paura. I giapponesi – per fortuna – hanno pensato anche a voi, freddolose internaute. Con lo scaldaseno da collegare al computer. Mettete le due anatomiche coppette sotto il reggipetto, collegate la presa al PC e il gioco è fatto. Poppe gelate? Mai più, grazie al Bust Beauty Pad con le piastre riscaldanti. Siete mamme da poco? Offrite una specialità al vostro neonato. Basta con quel latte indigeribile che crea tanti grattacapi alle puerpere, rigurgiti e nottate di veglia col pargolo che urla come un’aquila. Dieci minuti di trattamento con Bust Beauty Pad e il vostro bimbetto avrà un bel latte in temperatura, che nemmeno nei migliori bar del centro.

Ricordate, gente. Reggiseno da uomo. Scaldapuppe da donna. Mai più senza.

Prima pubblicazione : 18 gennaio 2009

9 commenti:

  1. Comincia oggi la ripubblicazione di una rubrica umoristica che fu, a suo tempo, apprezzata dagli amici che mi leggevano sui blog di La Stampa: Mai più Senza. Tutto l'inutile inventato dall'uomo.

    Ogni sabato ci sarà una nuova puntata, dedicata all'oggettistica più balzana. Appuntamento settimanale, come nel vecchio blog.

    HP

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  2. Ho mancato morire ! Sto ancora ridendo a crepapelle con una bronchite. Il post è un capolavoro!

    Esiste un giapponese che non sia un maniaco del seno ?
    Rendiamo a Cesare...il reggiseno da uomo è roba americana. Invece, è un maniaco giapponese del seno italo-americano che lo ha commercializzato :
    http://www.youtube.com/watch?v=gZJ8Jxt9qrM

    mixed oppai club in oppailand
    Lo scaldaseno è utilissimo : offrite uno scaldaseno alla moglie. cosi, potrete trascorrere serate tranquille, con amici, negli oppai club, senza essere costretti dall'orario. Ovviamente, dopo qualche giorno, quando avrete le mani rattrappite dall'artrosi, ci vorrà cambiare di ruolo, mettere il reggiseno maschile ed aspettare le clienti...Par condicio.
    Buona domenica, Alex

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  3. ciao Alex,

    grazie del commento e della segnalazione. Non conoscevo questa serie, ma l'episodio specifico ha degli spunti umoristici gustosi: support undergarment specifically designed for men... the bro? too ethnic. Carine, carine come battute. Ne guarderò altre puntate.

    Grazie dell'apprezzamento, ti aspetto ai prossimi appuntamenti del sabato con Mai più senza, a presto,
    HP

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  4. Bellissimo post e humour fantastico, peccato che la Stampa se lo sia perso. Freud avrebbe detto che il reggiseno è un simbolo fallico mediante il quale gli uomini attribuiscono un pene alle donne per combattere l'ansia di castrazione. Il mio lo muniro' di una serratura a combinazione e le donne dovranno trovare quella giusta per toglierlo. La vendetta è un piatto che si mangia freddo...

    Ciao HP, a presto

    dragor (journal intime)

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  5. Ciao Dragor,

    grazie della visita e del commento! Mai più senza prende nuova vita qui, sul blog dove conterei di restare.

    Bellissima la tua idea del reggiseno con serratura a combinazione. Solo le più determinate arriveranno alla soluzione...

    Ti aspetto, se ti farà piacere, per le prossime puntate dell'oggettistica inutile. Sempre al sabato.

    Ciao, a presto,
    HP

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  6. teseas@yahoo.it24 novembre 2010 21:31

    Abbiamo, o non, persino un ministero per le pari opportunità? Questa trovata piacerebbe alla sua titolare.
    Tesea

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  7. Ciao Tesea,

    grazie della visita e del commento. Apprezzo sempre quando ricevo commenti tardivi a vecchi post. Vuol dire che non ci si sofferma solo sulle ultime uscite. E la cosa mi piace.

    Ci saranno presto altre proposte, nella rubrica Mai più Senza, dedicate - per pari opportunità - a lui e a lei. Speriamo piacciano!

    Buona giornata, a presto,
    HP

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  8. teseas@yahoo.it25 novembre 2010 15:37

    In effetti sto cercando di recuperare, in ritardo, i 'pezzi' che - forza maggiore - mi ero persa. Per nulla al mondo voglio rinunciare al piacere di leggerli tutti, anche se a poco a poco per gustarli meglio.
    Ciao
    Tesea

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  9. Ciao Tesea,

    grazie della replica. Mi piace questo tuo stile lento, quasi libresco, di leggere i miei raccontini. Poco alla volta. Con i tuoi ritmi.

    Bello.

    Buon weekend, a presto,
    HP

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