martedì 30 novembre 2010

Felini infelici

Una dozzina di giorni fa allo zoo di Singapore c’è stato un tragico incidente. Nordin Montong, un inserviente malese di 32 anni addetto alla pulizia delle gabbie, è entrato nell’ambiente dove sono ospitate tre rare tigri bianche, ha guadato una profonda lama d’acqua di protezione, le ha provocate agitando la ramazza, poi si è sdraiato per terra, accoccolandosi in posizione fetale e coprendosi la testa col secchio giallo in dotazione, finchè una delle tigri lo ha azzannato al collo, troncandogli la spina dorsale ed uccidendolo.

La buona notizia è che il 99% della popolazione di Singapore si è pronunciata a favore delle tigri, esigendo che non siano punite in alcun modo. La cattiva è che c’è ancora un insignificante, ma pur sempre esistente uno per cento che sosterrebbe la necessità di abbattere un animale solo perché un uomo con evidenti problemi mentali (perché lavorasse lì, a potenziale contatto con rinoceronti, elefanti e felini da duecento chili è un altro paio di maniche, e boccia i criteri di scelta del personale dello zoo) è andato ad aizzare delle povere bestie nate in cattività, che quindi non avevano mai dovuto ammazzare alcunchè (si noti: per necessità di procurarsi il cibo e non per crudeltà come spesso fanno gli uomini). Le stesse tigri all’inizio sono apparse perplesse per questa inaspettata presenza nella loro enclave, mentre tra l’atterrito pubblico che ha assistito allo scioccante spettacolo c’è stato qualcuno che credeva fosse uno show organizzato. Finchè è emerso l’istinto primordiale di un predatore naturale come la tigre. Con la stessa curiosità, tutta felina, che porta i gatti a tocchicchiare le cose con la zampetta, come quando ruzzano con una pallina appesa ad una corda, una delle fiere ha deciso di saggiare questo inconsueto giocattolo. Peccato che la zampa di una tigre abbia artigli capaci di affondare nella carne umana come un coltello caldo nel burro. E che un suo morso frantumi ossa e squarci tessuti. Ne è bastato uno a spedire al creatore il tribolato lavorante.

Appurato che le tre tigri sono salve (una si è perfino mantenuta aristocraticamente in disparte, non degnando della minima attenzione quello strampalato bipede), resta una riflessione più profonda da fare. Un appassionato etologo, Nirmal Ghosh, autore di libri e giornalista, nonchè amministratore di una fondazione per la difesa delle tigri indiane, nel commentare l’episodio ha ampliato il tema, con gran competenza e ardore animalista.

La televisione, come spesso accade, ha le sue responsabilità nel diseducare il pubblico. Mostrando uomini, solitamente vestiti in completi kaki e calzoncini al ginocchio, che maneggiano serpentoni ed altri animali di mole e pericolo inusitati con l’arroganza sbruffona da cacciatori intemerati, non offre una lezione di verità. Dà a d’intendere agli spettatori che si possano affrontare con superficialità e rischi limitati quelle stesse bestie che loro strapazzano davanti ad una telecamera. Ma non spiega che tali incontri di catch sono addomesticati. Che gli animali usati per le riprese sono abituati alla presenza dell’uomo. E se per caso l’importuno individuo viene morso o graffiato, si guarda bene dal farcelo sapere. Il rosso sangue stona sul kaki, non è fotogenico. E poi che figura ci farebbe, il nostro capitan fracassa?

Questa erronea cultura antropocentrica può portare a tragedie. Qualcuno dovrebbe spiegare ai bambini (e spesso anche agli adulti) che i grizzly in carne, ossa e pelliccia non sono affabili e bonaccioni come l’orso Yoghi. Che il Re Leone è una bella favoletta, e basta. Che Pippo, l’ippopotamo dei pannolini, dal vivo è meglio non farlo arrabbiare, perché sa essere più letale di qualsiasi animale della savana. E infine che occorre rispetto, prudenza e molto criterio, mai si dovesse incontrare sulla propria strada una di queste fiere.

La seconda parte di questo post sara' pubblicata domani.

Prima pubblicazione : 27 novembre 2008

4 commenti:

  1. Bellissimi scatti ! Le tigri sono di moda. Fanno cassa....
    Una dolce morte. Io volevo suicidarmi dopo solo una giornata.

    - Cosa facciamo oggi, C... ? (mia nipota, cugina di Gian Burrasca)
    - SPIAAAAAGGIA !
    - Senti, ho un'idea, andiamo allo zoo.
    - Cosa c'è da vedere ?
    - Ci sono le tigri bianche di Siberia, hanno creato anche una taïga....
    - Taïga ?
    - si, è un tipo di selva...
    - C'è il leone, la giraffa, il coccodrillo ?
    - Certo, tutti gli animali anche i lupi dell'artico, organizzano spettacoli : la parata dei pappagalli, il pranzo delle lontre....
    - Lo zoo, lo zoo grida la bambina.

    - due biglietti.
    - 50 euro
    - la bambina ha sei anni !
    - 50 euro lo stesso
    dopo un'oretta nel parco, la bambina vede le giostre e le strutture gonfiabili (castello, scivolo...) e gli animali perdono subito qualsiasi interesse...
    - Vieni a vedere i lupi dell'artico
    - 5 minuti
    - le tigri ?
    - 5 minuti
    - l'orso ?
    - ancora 5 minuti

    Dopo due ore a saltare
    - Ho fame...non c'è niente da bere ?
    - allora, prendiamo qualcosa, c'è un bar.
    - mi compri del popcorn c'è la mini-cascina dietro il bar con i mini animali. Non vieni ?
    - non, sono stanco.
    La bambina torna piangendo
    - Non avevo più popcorn, le mini capre mi hanno divorato la gonna !
    - Va bene torniamo a casa. Ecco l'uscita, si fa dalla boutique.
    - Voglio una peluche !
    - Perché, non hai nemmeno guardato gli animali ?
    - Voglio una peluche !
    - D'accordo, una piccola.
    - 50 euro
    - la bambina ha sei anni !
    - 50 euro lo stesso.
    Alex

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  2. Ciao Alex,

    grazie della visita e del gustoso commento... Vedi? La prossima volta, spiaggia! Non c'è dubbio. Tutti dicono che gli zoo sono per i bambini. Ma in realtà sono per gli adulti. Le mani i tenutari se le fregano quando gli adulti fanno l'errore di portarci le cuginette di Gian Burrasca...

    Ciao, a presto,
    HP

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  3. teseas@yahoo.it1 dicembre 2010 18:30

    Di umani più o meno stupidi è piena la Terra.
    Le tigri bianche sono poche e in via di estinzione.
    Per una legge di Economia pura la vita di una tigre ha un valore maggiore.
    Tesea

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  4. Ciao Tesea,

    e così abbiamo anche spiegato con criteri freddamente economici perchè una tigre vale più di un uomo.

    L'altra spiegazione, altrettanto inconfutabile, è che la tigre uccide per cibarsi, per sfamare la prole, per sopravvivere. Perchè è un predatore naturale e l'istinto gli dice così. L'uomo per: sport, divertimento, crudeltà, vanagloria, fame di potere, sete di denaro, raptus, ira. Potremmo continuare per un giorno.

    Ora chi vale di più?

    Grazie del commento stimolante, a presto,
    HP

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