domenica 5 dicembre 2010

Catarsi

Ci sono racconti che richiedono meditazione. Ci sono racconti che emergono dal di dentro impetuosi come fiumi straripanti. Racconti che scrivi per il piacere di condividere. Racconti che scrivi per il bisogno impellente di liberarti di un peso. Racconti che chiedono riletture e revisioni. Correzioni. Abbellimenti. Tempo e testa. E racconti che rimangono scolpiti così come sono usciti, senza toccare una parola. Immediati e immutabili, pena la perdita dell’emozione. Puro cuore. Buona la prima.

È straordinario come a volte la scrittura assolva ad una funzione catartica. Scarichi sul foglio quello che ti opprime, quello che ti preoccupa, quello che ti angoscia. Quello che ti invade la mente e l’animo e non lascia spazio alla serenità. Quello che ti toglie il respiro. Allora scrivi. Poi ti senti meglio. Molto meglio. Come se per magia tutto il carico emozionale che era incistato dentro al tuo corpo, da qualche parte talmente profonda che fai perfino fatica ad identificare, fosse lentamente e invisibilmente scorso attraverso le tue dita, le tue mani, andandosi a posare, delicato come una farfalla, sul foglio.

Le emozioni, le sensazioni, le forti inquietudini sono ancora tutte lì. Ma non pesano più. Non fanno più male. Le puoi osservare, esorcizzate come sono dal passaggio, dal trasferimento. Sono immortalate come un’istantanea che con calma puoi contemplare, analizzare e capire. Ma non feriscono. Anzi, a poco a poco si cicatrizzeranno, e potrai finalmente leggerle senza provare più quelle sensazioni di paura, di dolore sospeso, di disagio impalpabile e opprimente che avevi dentro e che sono andate via, spalmate su un foglio che diverrà parte dei tuoi ricordi.

Tutto questo, e altro ancora, è la scrittura.

Prima pubblicazione : 5 dicembre 2007

5 commenti:

  1. Post propedeutico ad un racconto che pubblicherò domani, nell'undicesimo anniversario di un evento che avrebbe potuto cambiare radicalmente la mia vita.

    Se vi incuriosisce, ripassate domani.

    HP

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  2. E' proprio vero! La scrittura è una medicina per l'anima. Comunque mi hai incuoriosita, quindi a domani!

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  3. teseas@yahoo.it5 dicembre 2010 16:53

    La scrittura a volte è uno sfogo con funzione terapeutica, aiuta a meglio focalizzare un problema e a trovarne la soluzine.
    Domani ci sarò, ansiosa di leggerti.
    Tesea

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  4. ciao Eva,

    allora ti aspetto domani. Penso non te ne pentirai.

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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  5. ciao Tesea,

    la scrittura libera. E quando il peso è scaricato, la mente funziona meglio e trova le uscite dal labirinto.

    Sono contento che tu ci sia, domani. Grazie del commento, a presto,
    HP

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