domenica 12 dicembre 2010

Harmony - Serenità

Words describe, images talk. When you take a snapshot like this, you needn't words anymore.

Le parole descrivono, le immagini parlano. Quando riesci a fissare uno scatto come questo, non servono più le parole.



by Homing Pigeon

4 commenti:

  1. teseas@yahoo.it12 dicembre 2010 21:50

    La scena mi ricorda un mio gatto esattamente come quello, che vampirizzava un mio povero canelupo, di giorno e di notte. Infatti dividevano la cuccia.
    Tesea

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  2. Ciao Tesea,

    i gatti sono sempre i vincitori, morali e non solo, delle tenzoni con i cani di casa. Nel caso della foto, c'era però solo un gran bel rapporto, senza prevaricazioni. E il cane era di una dolcezza straordinaria. Uso il passato perchè purtroppo non c'è più. Qualche contadino a cui aveva forse dato noia, avendo una istintiva passione lupesca per le galline, ha pensato bene di avvelenarlo. Ahimè.

    Grazie del commento, a presto,
    HP

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  3. Bellissima la foto, tristissimo l'epilogo!
    Anche il mio Sansone era stato minacciato di morte da un cacciatore, nel paesino della Franciacorta dove abitavamo.
    L'avevo lasciato libero di correre in un campo, non sapendo che quello fosse terreno di caccia alla lepre (di fatto, gli abitanti liberavano i cuccioli nei campi fuori dalla porta di casa dove, dopo qualche mese, sarebbero andati ad ucciderli).
    Spiegai che il mio cane era bituato a giocare con la pallina da tennis e non a rincorrere lepri, ma non servì a placare l'ira del cacciatore che mi minacciò di "stare attenta a quel che il mio cane mangiava", alludendo ai bocconi avvelenati.
    Non sapendo esattamente dove io abitassi, mise i boccono sul tragitto che facevo con Sansone ogni mattina, ma, ironia della sorte, i bocconi li mangiò il suo cane, scappato dal recinto.
    Arrabbiatissimo, il cacciatore, lasciò il cane in agonia fino all'ultimo nella speranza che, avendolo pagato molto caro, riuscisse a sopravvivere.
    La crudeltà - umana - non ha limiti.

    Non so perchè, ma, leggendo del veleno, mi è tornata in mente questa storia.

    Un abbraccio e buon fine settimana.

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  4. ciao Elena,

    quando leggo queste cose mi va il sangue agli occhi. La tua storia conferma che per la media dei cacciatori il cane non è che uno strumento, nè più nè meno del fucile. Inutile che vengano a raccontare della loro affezione per il cane.

    E sentirti raccontare delle aperte minacce nei confronti del tuo buon Sansone, mi fa venir voglia di augurare all'arrogante impallinatore (bravo a fare il prepotente con la spingarda in spalla, vero!?) di riceversi una bella rosa di pallini nelle zone essenziali alla seduta...

    Grazie della visita e del commento, buon weekend, a presto,
    HP

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