sabato 25 dicembre 2010

Indovina indovinello

Sovvertiamo le regole. Questa volta, prima di raccontarvi l’articolo del giorno, ve lo mostro. Sfoderate la vostra fantasia più eccentrica per vaticinarne la funzione. Non è facile, vi avverto, per cui impegnatevi. Fatto? Bene.

Ora ditemi onestamente se eravate arrivati ad immaginarne lo scopo: il vaso in questione non è un nuovo inusitato sistema per fumare droghe leggere (da escludere a priori, noto l’atteggiamento super severo del Giappone nei confronti della droga. Poi che i giapponesi siano accaniti consumatori di sigarette e bevano come spugne invece va benissimo. Ma questo è un altro discorso…). Né un peculiare recipiente per degustare l’onnipresente sakè alla temperatura giusta, e senza perdere un solo alito del suo inconfondibile aroma.

Se avete detto che è uno strumento musicale vi ci siete perlomeno avvicinati. In realtà è l’esatto opposto. Nei fiati si immette aria e si estraggono note. In questo imperdibile congegno si immettono urla e si estrae un refolo quasi inaudibile. No, davvero. Non scherzo. È il vaso per urlatori repressi. Si sa che l’aplomb, la compostezza, il rigido rispetto di un protocollo fatto di ossequiosi inchini e garbo talmente formale da renderlo indisponente, l’intirizzito assetto mentale che non lascia spazio a fantasia e improvvisazione, comportano uno sforzo non indifferente ai pur allenati giapponesi, che talvolta fa rovinosa leva sulla propria psiche compressa come in uno schiaccianoci. Anche loro ogni tanto avrebbero bisogno di una benefica scaricata, per evitare di sbiellare. Ma non si può.

Ecco allora il vaso antiurla venire loro in soccorso. Mi ricorda un vecchio film di Fantozzi dove, per non farsi sentire ululare, lui scappa fuori dalla scena (ristorante o ufficio, non ricordo bene, forse era perfino una gag ricorrente in luoghi diversi) e solo in lontananza si abbandona ad urla lancinanti. La tecnologia fa miracoli. Ora non occorre più fare chilometri per scaricare la rabbia di un ingiusto rimbrotto del capo. O la classica, dolorosissima fitta da martellata sul dito. Basta avere a portata di mano il prodigioso oggetto, e potrete lenire frustrazioni e sofferenze senza che il vicino di scrivania o di casa quasi se ne accorga. Eeeh, cosa non fa il progresso. Vaso smorza-urla : mai più senza.

Prima pubblicazione : 8 marzo 2009

6 commenti:

  1. Buon Natale e Buone Feste dal tuo ormai abituale lettore

    ChaoLin LinGiù

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  2. Lo voglio (io di solito mi chiudo in auto... per urlare)!

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  3. Teseas@yahoo.it25 dicembre 2010 15:34

    Si dovrebbe darlo in dotazione a tutte le scuole, per averne almeno un paio in ogni classe.
    Tesea

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  4. ciao Lino,

    grazie degli auguri! Anche a te, ai tuoi cari, ai tuoi blog ed ai tuoi lettori buone Feste, serenita' e gioia. E un po' di allegria, che non guasta mai.

    Ciao, a presto,
    HP

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  5. ciao Angie,

    vorra' dire che te ne portero' uno la prossima volta che vado in Giappone!

    Buone feste e grazie della visita, a presto,
    HP

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  6. Ciao Tesea,

    scuole, uffici della pubblica amministrazione (per utenti frustrati dalla burocrazia), metro' e affini nell'ora di punta... Quante applicazioni vedi dove il vaso tornerebbe utile?

    Grazie della visita, a presto,
    HP

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